Ictus il 73% degli under 45 non sa riconoscere o sottovaluta i sintomi

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L’ ictus ischemico è una patologia che può colpire a qualsiasi età anche quando si è piccolissimi. Secondo i più recenti studi però questa temibile malattia si può manifestare molto più facilmente quando si è compiuti più di 65 anni.

Alcune delle cause che provocano l’ictus ischemico sono le malattie tipiche degli obesi come il diabete e colesterolo.

Altra causa che può provocare l’insorgenza dell’ictus ischemico è il fumo. Secondo alcuni studi americani si può prevenire l’ictus ischemico con un regime alimentare  sano e praticando esercizio fisico.

La finestra d’oro è quel breve arco di tempo, calcolato all’incirca in tre ore che permette chi è colpito dall’ictus di poter riportare minimi danni o ritornare come si era prima di essere colpiti dalla terribile patologia.

Questo arco di tempo così breve che ti permette di salvarsi dall’ictus è conosciuto da pochissime persone.

Secondo uno studio fatto negli Stati Uniti d’America solo un americano su 4 sa dell’esistenza della cosiddetta finestra d’oro.

Alcuni studiosi americani hanno chiesto a 100 persone quale sarebbe il loro comportamento ai primi sintomi di ictus quali difficoltà a parlare e annebbiamento della vista.

La risposta per molte persone che avevano un’età tra i 18 e i 45 anni è stata disarmante, solo il 25 di essi si sarebbe recato subito in ospedale per sottoporsi agli esami del caso.

Dati statistici che devono far riflettere. I ricercatori americani che hanno condotto lo studio hanno chiesto che il ministero della salute intervenga per cercare di rendere noti i sintomi dell’ictus in modo che gli americani siano più coscienti sui rischi che incorrono.

Negli Stati Uniti i ricercatori americani hanno stabilito che ogni 40 secondi una persona è colpita da ictus ischemico. A provocare l’ictus è la mancata circolazione di sangue nel cervello.

Questo nuovo studio americano sull’ictus ha stabilito che gli under 45 non riescono a riconoscere i primi sintomi della patologia.

Una diagnosi precoce della malattia potrebbe salvare un uomo. Recenti studi infatti hanno stabilito che se ci si reca in ospedale entro le prime tre ore dai primi sintomi dell’ictus si hanno grossissime possibilità di salvare la vita.

Ai primi sintomi bisogna dunque recarsi subito in ospedale per cercare di poter salvarsi da una patologia che potrebbe non dare scampo.

Spesso quando si viene colpiti dall’ictus non ci si rende conto di cosa si sta subendo e allora di seguito alcune indicazioni utili per affrontare questa patologia.

La prima cosa importante da sapere è che quando si viene colpiti dall’ictus l’aspetto più importante è la tempestività. Infatti, di fondamentale importanza è recarsi o farsi accompagnare presso il plesso ospedaliero più vicino.

E questo deve  avvenir entro le tre ore dei sintomi. I sintomi che si avvertono sono intorpidimento, senso si spossatezza, difficoltà nell’uso della parola e in quello della vista.

Quando si è dunque in preda a tali sintomi fondamentale è andare subito in ospedale perché solo lì sarà possibile avere le prime cure che andranno a ripristinare la regolarità del flusso sanguigno e fare in modo che i danni al cervello siano minimi o non ce ne siano affatto.

A questo proposito Liebeskind ha spiegato:”Questo è un problema reale, abbiamo bisogno di educare i giovani sui sintomi di ictus e convincerli dell’urgenza della situazione, perché i numeri sono in aumento”.

Alcuni pazienti grazie alle cure tempestive hanno potuto raccontare la propria esperienza per fortuna andata a buon fine e così una ragazza ha raccontato: “Mi sono svegliata nel mezzo della notte con un terribile mal di testa,  avevo 27 anni, ero piuttosto attiva, piuttosto in salute e non predisposta ai mal di testa”.

La ragazza per fortuna ha avuto la prontezze di recarsi subito presso l’ospedale Ronald Reagan e lì Liebeskind, dopo averla visitata le ha spiegato che aveva avuto un ictus.

La ragazza ha raccontato: “Pensavo di non aver avuto i classici sintomi dell’ictus né avevo collegato il mio stato con la tipica descrizione di una persona che ha sofferto di questa patologia”.

Liebeskind  ha spiegato anche che:”La buona notizia è che ci sono scelte che possono aiutarci a ridurre il nostro rischio di ictus … E’ un messaggio che dobbiamo far arrivare ai giovani in modo più efficace”.

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