Imu Bari 2013: aliquote, calcolo imposta seconde case, negozi e capannoni

 

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Mancano pochi giorni, per la scadenza della prima rata IMU , quest’anno non la pagheranno più di 70 mila persone mentre per altri 130 mila saranno costretti  ha liquidare allo stato la tassa. L’esenzione non sarà applicata, per gli immobili  di pregio o ville e castelli – classificate come «A1, A8 o A9»: quindi, parliamo delle «seconde case», nonché di tutti gli altri fabbricati.

Sono svincolate dalla tassa, anche gli immobili appartenenti alle cooperative edilizia a proprietà indivisa, adibite ad abitazioni principale e relative pertinenze dei soci assegnatari e inoltre gli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi case popolari (Iacp) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica; a questo elenco si aggiungono anche terreni agricoli e fabbricati rurali sia ad uso abitativo sia ad uso strumentale.

Il Comune, in prossimità della data di scadenza, del 17 giugno 2013, dichiara che – non è a conoscenza di cosa succederà ad agosto – e  le aliquote per gli altri immobili sono rimaste  le stese dell’anno 2012.

Nello specifico, per completezza di informazione , sulle seconde case, il parametro è del 10,6 per mille. Restano invariate, quelle agevolate (7,6 per mille) per gli immobili concessi in comodato a un parente entro il primo grado. Oppure per gli immobili affittati mediante canoni convenzionati o a studenti per i quali è concessa  una tassazione del 4 per mille, come alla prima casa.

Senza cambiamenti, i principi  per l’individuazione dei vantaggi, ricordando che le istanze in autocertificazione presentate per l’anno precedente 2012 sono valide anche per il 2013, sempre se non ci sono state variazioni.

I tagli apportati, dalle riforme di Tremonti e poi quelle di Monti, sono state valutate circa meno 30,8 milioni di euro, rispetto all’anno 2010.

Il dicastero dell’Interno, ha pubblicato le stime riviste, che permettono agli uffici della Ragioneria di pianificare un bilancio e quindi le aliquote Imu.

L’assessore Gianni Giannini, infatti, vedrà le parti sociali, per chiarire i principi utilizzati. L’idea di base è aiutare chi ha una solo abitazione.

Se i calcoli del Viminale saranno rispettati , Bari dovrà reperire 40,8 milioni: 30,8 per equilibrare i tagli, e 10 per le maggiori spese già valutate.

La valutazione di qualche giorno fa di Giannini è stata quasi rispettata ( 50 milioni): per bilanciare bisognerà lavorare in direzione, delle tariffe dei servizi a domanda individuale (asili e trasporto scolastico), ma anche sulle aliquote Imu e Tarsu/Tia (la tassa sui rifiuti). L’assessore Giannini ha avuto dai tecnici  una prima simulazione.

Si realizza sul ricavo storico per l’Ici (56 milioni) e sui dati che  il Comune di Bari potrebbe avere con l’Imu (81,1 milioni). L’ufficio dei Tributi ha elaborato la seguente analisi: si potrebbero allineare i conti, con un «piccolo» incremento del parametro di  base, per le prime case (pari allo 0,4%) e con un aumento più robusto su quella per gli altri immobili (0,76%).

I Comuni hanno la facoltà di incrementare i parametri  fino allo 0,3%: considerando che fino all’anno 2007 (quando era ancora in essere) l’Ici sulle prime case era allo 0,425%, è ipotizzabile che l’obiettivo su cui lavorano i tecnici, non si discosti da quel livello. Tutto ciò, farebbe coinciderebbe, con la linea dichiarata  dal sindaco Michele Emiliano: ad accollarsi una buona  parte degli effetti della manovra-Monti, i soggetti che possiedono ha un patrimonio elevato.

Possiamo fare anche un’altra valutazione : per i dati elaborati dall’Anci, l’Imu dovrebbe procurare ai Comuni italiani circa 3,2 miliardi di euro, a fronte di tagli ai trasferimenti per 5,7: rispetto alla tassa Ici (che ne rendeva 9,2) il taglio ad aliquote invariate sarebbe dell’aliquota del 27%. Appare logico che questa mancanza, dovrà essere colmata con altra soluzione. L’acconto Imu,  dovrà essere pagato entro il 18 giugno 2013: gli interessati saranno costretti ad applicare  il parametro di base. La volontà di Giannini, era di ratificare il bilancio entro fine mese, al fine di dichiarare le aliquote, già prima del pagamento degli acconti. Il ritardo per colpa del dicastero, non farebbe realizzare i piani presupposti, anche se si sta facendo l’impossibile. Nel frattempo, la conferenza dei capigruppo, elabora la possibilità di portare in aula, il consuntivo la prossima settimana: è un pro-forma, ma sarà utile per valutare le capacità della maggioranza.

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