Settimana mondiale delle malattie del cervello, la migliore cura è la prevenzione

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Si teme che solo tra pochi anni il mondo abbia il doppio dei malati di Alzheimer che attualmente ci sono. In soli 20 anni saranno il doppio i pazienti colpiti dal morbo che fu scoperto agli inizi del 1900 che però non si conosce ancora una cura.

Da sei anni i neurologi di tutto il mondo si riuniscono in vari paesi per discutere sui progressi fatti dalla medicina per contrastare le malattie neurologiche. Quest’anno in particolare si parla di come prevenire le tanto temute patologie neurologiche.

L’Alzheimer, il morbo di Parkison ed altre malattie neurologiche sono spesso oggetto di ricerche molto interessanti. In questa settimana in 63 paesi tra i quali l’Italia si sta svolgendo una importantissima manifestazione la “Settimana mondiale del Cervello” che vede la partecipazione dei migliori neurologi del nostro paese.

I malati di Alzheimer e di Parkison in questi ultimi anni sono in costante aumento e in pochi anni le persone colpite da queste terribili malattie sono aumentate in tutto il mondo a dismisura. Le cure specifiche per le due malattie gravissime non sono state ancora scoperte, però è importantissima la prevenzione.

Per una settimana il nostro cervello sarà al centro di studi e di dibattiti. Si sta svolgendo in questi giorni, dal 14 al 20 marzo, la settimana Mondiale del Cervello giunta alla sua VI edizione. Al centro del dibattito, in questi giorni, c’è lo studio che ha per oggetto come preservare il cervello dalla vecchiaia e dalle malattie neurologiche.

La “Settimana del Cervello” si svolge contemporaneamente sia in Italia che negli Stati Uniti d’America. In Italia il luogo prescelto per l’importantissima manifestazione è l’Università di Roma. La VI edizione della manifestazione ha visto la collaborazione di altre importantissime strutture italiane quali la Fondazione Igeao Onlus e l’Associazione Alzheimer Roma Onlus.

In questi giorni è stata avviata una campagna di prevenzione contro le malattie neurologiche che non prevede l’uso di farmaci. I neurologi italiani stanno discutendo su una delle malattie più diffuse al mondo, il temibile morbo di Alzheimer.  Gli ultimi dati sul morbo di Alzheimer sono estremamente preoccupanti. In tutto il mondo sono 49 milioni le persone che sono state colpite dal morbo e, solo in Italia, sono quasi un milione.

Ma quello che più preoccupa l’Organizzazione Mondiale della Sanità è il numero elevatissimo di persone che tra 20 anni saranno colpite dal morbo di Alzheimer. Nei prossimi 20 anni il morbo di Alzheimer sarà così diffuso che colpirà quasi 90 milioni di persone nel mondo, il doppio dei pazienti attuali.

L’organizzazione mondiale della sanità ha chiesto ai governi che fanno parte del G8 di cercare di trovare le opportune risorse finanziarie affinchè siano sovvenzionate le ricerche sull’Alzheimer. Inoltre, per cercare di contrastare il morbo di Alzheimer, secondo sempre l’Organizzazione Mondiale della Sanità, bisogna allenare il cervello.

I neurologi ritengono che nella fascia di età compresa tra i 55 e i 65 anni di età bisogna sottoporsi ad alcuni test per cercare di comprendere come risponde il cervello. L’Alzheimer inizia a diffondersi nel nostro cervello dai 10 a 15 anni prima che si avvertano i primi segnali.

Scoprire in anticipo che si è un soggetto predisposto ad ammalarsi all’Alzheimer è molto importante perché può contribuire a combattere efficacemente una malattia che nello stato avanzato determina quasi sicuramente la morte.

I medici presenti all’importante manifestazione della “settimana Mondiale del Cervello” ritengono che il cervello vada controllato ed esaminato come un qualsiasi altro organo del corpo.

Come un individuo si reca all’oculista o al cardiologo per controlli preventivi anche il cervello ha bisogno delle stesse attenzioni e di prevenzione.

Il Professore Leandro Provinciali, massimo dirigente della Sin, ha voluto rimarcare l’importanza nelle malattie neurologiche della prevenzione: “Il fattore tempo è cruciale in medicina e, in particolare, in ambito neurologico; il neurologo, infatti, lotta contro il tempo per limitare i danni al cervello, nel vero senso della parola. La rapidità e l’accuratezza dell’intervento neurologico, subito dopo la comparsa dei primi sintomi, consentono di ridurre o annullare i danni che spesso condizionano fortemente la qualità di vita dei malati. Oltre a ciò, la diagnosi precoce risulta preziosa in molte malattie: ad esempio, nella malattia di Parkinson e nella sclerosi multipla è basilare per mettere in atto una strategia terapeutica che possa cambiare la storia naturale della malattia, tenendo sotto controllo i sintomi”.

I neurologi hanno sottolineato che con il passare dell’età l’individuo accusa la perdita di neuroni. Per cercare di evitare la continua perdita di neuroni è importantissimo che il cervello sia sempre allenato. Per allenare il cervello non bisogna smettere, arrivati ad una certa età, di allenarsi e di praticare sport.

Inoltre, è importantissimo avere un regime alimentare sano che permetta a tutti gli organi, e dunque anche al cervello, di essere tonici. E’ importantissimo, inoltre, continuare ad avere una vita sociale anche quando l’età avanza e non tendere ad isolarsi.

Sul blog ufficiale della Società italiana di neurologia è possibile visionare il programma italiano della Settimana mondiale del cervello.

E’ importantissimo cercare di avere sempre cura del cervello perché il rischio è il deterioramento di questo organo.

 

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