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Decreto del fare Governo Letta: tutto su incentivi, agevolazioni imprese e novità giustizia civile

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Dopo una lunga maratona del Consiglio dei Ministri è stato varato un primo blocco di misure che sblocchi la grave crisi e serva al rilancio della nostra economia.

E’ stato il Presidente del Consiglio Enrico Letta a ribattezzarlo il “Decreto del Fare”, analizziamo più in dettaglio quali sono i punti più significativi.

Tra i principali destinatari del decreto troviamo gli imprenditori, in particolare le piccole e medie imprese che attraverso la Cassa depositi e prestiti, potranno accedere a finanziamenti ad un tasso agevolato per poter acquistare nuove attrezzature, impianti e macchinari. L’importo complessivo messo a disposizione delle Pmi per questa tipologia di prestito ammonterà a cinque miliardi di euro e sarà a lungo termine, come ha illustrato il Ministro Saccomanni nei giorni passati.

Viene potenziato il fondo di garanzia, già esistente, per le imprese che si rivolgono agli istituti bancari per un prestito al fine di un più esteso accesso delle pmi al credito, problema che purtroppo assilla il nostro sistema imprenditoriale da tempo, attraverso una estensione della copertura del Fondo fino al limite dell’80% dell’operazione finanziaria e attraverso l’aggiornamento dei requisiti per l’accesso agli stessi finanziamenti.

Sempre in tema di misure volte ad agevolare l’impresa e che dovrebbero servire a snellire il rapporto con la burocrazia, annoveriamo le norme relative al Durc telematico, e quelle rivolte ad una semplificazione degli obblighi in materia di sicurezza del lavoro e di prevenzione incendi

Nell’ambito del diritto di cittadinanza è da segnalare la norma di cui si è fatta paladina, sin dal momento della sua nomina, il ministro per l’integrazione Cècile Kyenge, norma che in pratica dovrebbe abbreviare notevolmente i tempi della burocrazia per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana. In buona sostanza, appena compiuta la maggiore età, i figli di immigrati potranno attivarsi per acquisire la cittadinanza esibendo semplicemente certificati medici e scolastici, anche in assenza da parte dei genitori degli adempimenti amministrativi attualmente necessari.

Di sicuro interesse è il pacchetto di norme inerente il risarcimento danno che va a colpire la P.A., responsabile spesso di ritardi ingiustificabili nell’espletamento della sua attività con conseguenze nefaste per cittadini ed imprese. Per rendere l’idea, se un procedimento della P.A. dovesse incagliarsi, il responsabile rischierebbe fino a 4000 euro di multa. Ogni giorno di ritardo nella conclusione di un procedimento amministrativo varrebbe poi 50 euro.

In relazione al piano per le infrastrutture, la bozza in ingresso al consiglio dei ministri conferma il definanziamento relativo ai lavori del Ponte sullo Stretto di Messina, ma non quello della Tav Torino-Lione. Per opere già cantierate o cantierabili si stanziano 3 miliardi e viene ad essere incentivata l’apertura di circa 6000 cantieri, soprattutto nei comuni con meno di 5mila abitanti. Vengono stanziati fondi per 600 milioni per la rete ferroviaria, 300 per la manutenzione di quella viaria e 100 per l’edilizia scolastica; la messa in sicurezza nelle scuole e la loro ristrutturazione, ricordiamolo, è stata messa come priorità in agenda dal premier e da tutta la maggioranza sin dal momento dell’inizio del loro mandato.

Un’altra misura molto attesa dai consumatori è quella relativa ad un risparmio della bolletta elettrica grazie ad un taglio ad alcune delle voci di spesa, oneri che in realtà non sarebbero a carico poi dello Stato ma delle grandi società che operano nel settore delle energie rinnovabili. La misura, a sentire il Ministro dello Sviluppo Flavio Zanonato varrebbe 500 milioni di euro.

Nel campo della IT, il Decreto punta sulla totale liberalizzazione del WiFi, per offrire libero accesso ad internet senza procedure di autenticazione.

Torna la mediazione civile obbligatoria che dovrà servire a smaltire  l’enorme carico arretrato di processi della nostra giustizia civile che consentirà il taglio di un milione di cause in cinque anni. Inoltre è previsto l’ingresso di neolaureati nei tribunali per coadiuvare i giudici nello smaltimento degli arretrati e la concentrazione esclusiva presso i soli Tribunali di Milano, Roma e Napoli delle cause relative agli investitori esteri.

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