Tares Bari aumenti in vista per la nuova tassa sui rifiuti

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Previsti aumenti a Bari per la Tares la tassa dei rifiuti.

Altra stangata per chi ha già dovuto subire il pagamento dell’IMU su seconde case, uffici, negozi e capannoni e si ritrova nuovamente a sborsare denaro più del previsto; già da qualche giorno molti comuni italiani si son visti recapitare i bollettini di pagamento con le tariffe aggiornate al rialzo e dunque anche Puglia e Bari attendono timorose la nuova mazzata. Le lettere in arrivo presenteranno la nuova imposta e la suddivisione delle rate che manco a dirlo, ci costeranno decisamente di più rispetto alle vecchie imposte sui rifiuti denominate Tia e Tarsu.

L’ IMU risulterà dunque una passeggiata rispetto alla nuova Tares,  poiché a conti fatti se nel 2012 per l’abitazione principale il contribuente aveva pagato 225 euro, con la Tares l’mporto potrebbe andare oltre i 300 euro.

Si tratterà comunque di un aumento graduale che porterà un’ innalzamento sino alla rata di dicembre che conterrà un surplus di 30 centesimi ogni metro quadro; inoltre per l’ 80 % dei comuni ci saranno aumenti sulle abitazioni residenziali che si aggireranno in media tra il 20 % ed il 40 %.

Ma non finisce qui: lo scotto più pesante lo pagheranno le aziende e i commercianti che in base alle previsioni della Confcommercio saranno costretti a sborsare per la nuova tassa rifiuti circa il 60 % in più, con punte record per i distributori di carburante che vedranno aumenti per il 170 %, i bar (370 %) e i ristoranti con il 550 %.

Siamo alla stretta finale per i commercianti così fortemente penalizzati dalla crisi e spremuti sino al midollo da tasse infinite: la spada di Damocle del probabile aumento dell’ Iva, l’Imu versata a giugno che non li ha risparmiati ed ora anche la Tares.

La nuova tassa sui rifiuti andrà a coprire i costi della raccolta e altri servizi comunali poiché è sostanzialmente una patrimoniale, ma regressiva perciò iniqua.

Consideriamo soltanto il parametro preso in considerazione per determinare l’aumento della Tarsu, cioè i 30 centesimi in più a metro quadro: con questa grossolana metodica che prende in esame semplicemente la metratura dell’immobile piuttosto che il suo valore o il reddito del proprietario, chi possiede una abitazione grande , ma di minimo valore andrà a pagare molto più di chi ha un piccolo appartamento di gran pregio magari in centro.

Questo è il risultato di una gestione superficiale e poco attenta ai costi dei servizi ed ai bilanci delle aziende municipalizzate, basti pensare che lo scorso anno l’ AMIU ( Azienda Municipalizzata Igiene Urbana ) è costata oltre 65 milioni di euro; e tutti questi sprechi ed inadempienze si ritorcono contro gli ignari cittadini costretti a subire aumenti a fronte di servizi inesistenti.

Lo slogan di Patto per Bari è “ Meno spese per meno tasse “ e noi ci auguriamo che questo non rimanga soltanto una bella frase ma metta in moto tutta una serie di meccanismi che possano salvaguardare e difendere le tasche dei cittadini.

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