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Migranti in Albania, Trump copia la Meloni: accordo con El Salvador per ospitare i clandestini

Mentre in Italia la magistratura frena l’intesa con l’Albania, Washington sigla un patto con Bukele

Mentre in Italia il piano del governo per la gestione dei migranti in Albania è finito nel mirino della magistratura, gli Stati Uniti hanno siglato un accordo con El Salvador per esternalizzare parte del loro sistema carcerario e accogliere migranti clandestini e criminali di origine straniera.

L’intesa, firmata dal segretario di Stato americano Marco Rubio durante una visita ufficiale a San Salvador, prevede che il Paese centroamericano ospiti detenuti provenienti dagli Stati Uniti, inclusi migranti entrati illegalmente nel territorio americano.

Bukele: “Offriamo un aiuto agli USA in cambio di benefici economici”

L’accordo è stato annunciato direttamente dal presidente salvadoregno Nayib Bukele, che su X (ex Twitter) ha spiegato la strategia del suo governo:

“Abbiamo offerto agli Stati Uniti l’opportunità di esternalizzare parte del loro sistema carcerario. Il compenso sarà relativamente basso per gli USA, ma significativo per noi, rendendo sostenibile il nostro intero sistema penitenziario”.

Parole che confermano come l’iniziativa non sia solo un gesto di collaborazione politica, ma anche un modo per ottenere risorse economiche utili al mantenimento delle strutture carcerarie salvadoregne.

Rubio: “Un’alleanza senza precedenti”

Il segretario di Stato Marco Rubio ha espresso grande soddisfazione per l’accordo, definendolo un gesto di amicizia senza precedenti:

“Da nessun Paese era mai arrivata una simile offerta di amicizia. Siamo profondamente grati”.

Un chiaro segnale di come gli Stati Uniti stiano cercando soluzioni innovative per affrontare la crisi migratoria, ispirandosi a modelli già visti in Europa.

Il confronto con l’Italia: l’intesa con l’Albania bloccata dalle toghe

L’accordo USA-El Salvador richiama immediatamente l’intesa siglata dal governo Meloni con l’Albania, che prevedeva la creazione di centri per migranti a Shëngjin e Gjader, dove sarebbero stati accolti e identificati prima di decidere sulla loro richiesta di asilo. Tuttavia, il progetto è stato fermato dalla magistratura italiana, che ha sollevato questioni di legittimità costituzionale e contestato alcune modalità operative.

In pratica, mentre gli Stati Uniti riescono a stringere un accordo con un Paese terzo per gestire migranti e detenuti stranieri, in Italia l’iniziativa del governo è ostacolata dalle toghe rosse, che di fatto bloccano il piano prima ancora che possa entrare in funzione.

Un nuovo modello di gestione migratoria?

L’intesa tra Washington e San Salvador potrebbe aprire la strada a nuove strategie di gestione dell’immigrazione irregolare, con una maggiore collaborazione tra Stati per l’accoglienza e la custodia dei migranti. Resta da vedere se l’esempio americano potrà convincere anche l’Unione Europea a esplorare soluzioni simili, o se l’Italia riuscirà a superare gli ostacoli giuridici posti alla sua strategia di contenimento.

Published by
Claudia De Napoli

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