I numeri Istat confermano la crescita dell’occupazione. Fratelli d’Italia provoca la Cgil: “Perché Landini non scende in piazza ora?”
A febbraio 2025, l’Istat ha registrato un netto miglioramento del mercato del lavoro. Rispetto al mese precedente, gli occupati sono cresciuti di 47mila unità, mentre il confronto con febbraio 2024 mostra un incremento di 567mila persone al lavoro. Il totale degli occupati in Italia raggiunge così 24 milioni e 332mila, con un tasso di occupazione che sale al 63%.
L’aumento riguarda principalmente l’occupazione femminile, con +84mila lavoratrici in un mese, mentre gli uomini occupati calano di 37mila. Su base annua, le donne guadagnano 315mila posti di lavoro, contro 252mila in più tra gli uomini.
Dal punto di vista contrattuale, crescono soprattutto gli indipendenti (+34mila) e i dipendenti a termine (+9mila). I dipendenti stabili salgono di 3mila unità. Tuttavia, guardando ai dodici mesi precedenti, la crescita più marcata è tra i lavoratori a tempo indeterminato (+538mila) e gli autonomi (+141mila), mentre i contratti a termine registrano un calo di 112mila unità.
L’incremento occupazionale si concentra soprattutto tra gli over 50, con +542mila lavoratori in questa fascia d’età rispetto a un anno fa. Un andamento legato anche ai cambiamenti demografici.
I dati dell’Istat sono stati rilanciati da Fratelli d’Italia attraverso i propri canali social, con un post mirato al segretario della Cgil, Maurizio Landini. Su una grafica che sottolinea i numeri positivi dell’occupazione, il partito di Giorgia Meloni scrive: “Landini, farai uno sciopero anche su questo?”.
Una chiara frecciata alla frequenza delle mobilitazioni promosse dalla Cgil in questi mesi, spesso – secondo FdI – slegate dalle contingenze economiche e più vicine a dinamiche politiche. Nel mirino anche l’annuncio, la scorsa estate, di uno sciopero generale contro la manovra del governo, avvenuto ancor prima che fosse presentata una bozza della legge di bilancio.
Lo scontro tra sindacato e governo si accende così su un tema centrale: l’occupazione. Se da un lato l’esecutivo rivendica i risultati ottenuti, dall’altro la Cgil continua a denunciare criticità, sottolineando che i numeri non bastano per descrivere la qualità del lavoro o il livello dei salari.
Per ora, però, i numeri diffusi dall’Istat offrono al governo un’arma di difesa in più. E mentre Fratelli d’Italia ironizza sui social, resta da vedere se Landini replicherà o se le piazze torneranno presto a riempirsi, con o senza nuovi motivi di protesta.
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