Scambio acceso a Dimartedì dopo l’avvio dei nuovi dazi voluti dagli Stati Uniti. Fornero critica Salvini e analizza le conseguenze economiche.
L’entrata in vigore dei nuovi dazi statunitensi ha avuto effetti immediati sui mercati globali, con un impatto particolarmente evidente sulle borse. Se ne è discusso durante l’ultima puntata di Dimartedì, il talk di approfondimento politico in onda su La7 e condotto da Giovanni Floris. Tra gli ospiti in studio anche l’ex ministra del Lavoro Elsa Fornero, che non ha risparmiato critiche, in particolare al vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini.
Rispondendo alla domanda “Si pagano le visioni sbagliate in politica?”, Fornero è stata netta: «Assolutamente sì, perché anche solo definire Trump una persona di buonsenso, come ha fatto Salvini, vuol dire non sapere cos’è il buonsenso». Una dichiarazione dura, che ha subito sollevato reazioni nello studio, dove era presente anche Matteo Renzi.
Fornero ha poi tracciato un quadro amaro della situazione economica statunitense, sottolineando come le misure protezionistiche rischino di avere effetti perversi. «A Trump dell’Europa non importa nulla», ha affermato, aggiungendo che a subire i danni più gravi non saranno i ricchi, ma i consumatori e i lavoratori.
«Gli americani poveri non hanno nemmeno i soldi per cambiare un frigorifero rotto. Quelli medi non hanno risparmi. I grandi risparmiatori sono solo coloro che si sono arricchiti enormemente in questi anni e possono perdere 100-200 milioni in un giorno senza nemmeno accorgersene», ha spiegato l’ex ministra. E ancora: «Non è chiaro chi ci guadagna da queste operazioni. Il mercato diventa terreno per speculazioni, si aspetta il momento giusto per comprare a prezzi stracciati».
La nuova ondata di dazi – ha spiegato la trasmissione – coinvolge circa 60 partner commerciali ed è la più pesante mai imposta finora. Gli aumenti delle aliquote variano dall’11% al 50%, ma per la Cina, principale bersaglio della nuova strategia commerciale di Donald Trump, si parla di tariffe fino al 104%. Un livello mai raggiunto prima.
Il clima di tensione commerciale internazionale preoccupa le cancellerie europee, ma anche molte categorie produttive statunitensi. Intanto in Italia, le conseguenze economiche iniziano a intrecciarsi con lo scontro politico, che si gioca anche sulle parole, come dimostrano le bordate lanciate da Fornero a Salvini.
This website uses cookies.