Il segretario della Cgil denuncia il fallimento delle politiche del lavoro di Meloni e chiede giustizia per le vittime. “Servono ispettori, non propaganda”.
Nel giorno della festa dei lavoratori, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, lancia un duro attacco al governo guidato da Giorgia Meloni, accusandolo di non aver messo in campo misure efficaci per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro. In un’intervista pubblicata da Repubblica, il leader sindacale afferma: “Un problema sulla sicurezza evidentemente esiste. E anche la premier ora l’ammette: i suoi provvedimenti non funzionano perché sono sbagliati”.
Secondo Landini, i numeri parlano chiaro: “Morti e infortuni aumentano. La salute deve diventare un investimento, non può essere considerato un costo”. Per il segretario della Cgil si tratta di un tema di diritti fondamentali: “Alla vita, alla dignità, a un lavoro pagato il giusto”.
Nel corso dell’intervista, Landini illustra una serie di proposte concrete per contrastare il fenomeno delle morti bianche e migliorare la qualità del lavoro in Italia. “Bisogna cancellare il subappalto a cascata e gli appalti al massimo ribasso”, afferma, aggiungendo: “Servono più ispettori del lavoro, più medici dell’Inail, una procura speciale e l’introduzione del reato di omicidio sul lavoro”.
Per il sindacato, non si può più rimandare l’adozione di misure strutturali e incisive. Il Primo Maggio non è, secondo Landini, una ricorrenza retorica, ma un’occasione per “andare a votare l’8 e 9 giugno ai referendum che rimettono al centro il valore del lavoro”.
Il segretario della Cgil interviene anche sul fronte dell’occupazione giovanile e femminile. I dati occupazionali, secondo Landini, vanno letti nella loro complessità. “Quando vedo che 550mila giovani dal 2011 al 2023 sono scappati dall’Italia, di cui il 43% laureati, mi chiedo in quale mondo vive la premier”.
L’affondo si concentra sull’aumento dei contratti a termine e del lavoro precario: “Il governo ha allargato la precarietà. Crescono i contratti a tempo determinato, anche quelli sotto il mese, e i part time involontari. Le donne hanno il livello più basso di occupazione d’Europa”.
Per Landini, la fotografia del mercato del lavoro è chiara: “Questo non è un modello sostenibile. Servono diritti, salari giusti e sicurezza vera”.
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