Zaia avverte l’Europa: “Serve un cambio di passo, Meloni sta riportando l’Italia al centro”
Il presidente del Veneto interviene su geopolitica, rapporti con gli Stati Uniti e terzo mandato, difendendo Meloni e criticando l’Unione europea.
Intervistato da La Stampa, il presidente del Veneto, Luca Zaia, si è espresso su scenari geopolitici e istituzionali, sottolineando l’importanza dell’attuale fase storica per l’Italia. Secondo il governatore, il nostro Paese sta tornando a contare sulla scena internazionale, grazie alla linea portata avanti da Giorgia Meloni.
Commentando il ritorno di Donald Trump al centro del dibattito politico mondiale, Zaia ha dichiarato: “Trump dice che nella sua carriera non ha mai fatto un affare senza trovare un compromesso. La strategia mi sembra sempre quella, vedendo i leader di tutto il mondo che si mettono in fila per negoziare, mentre l’America torna al centro degli equilibri internazionali”. A suo giudizio, “è proprio ora il momento di trattare”.
Non è mancato un paragone con il passato recente: “Quello che sta facendo Meloni a livello internazionale è obiettivamente un ottimo lavoro. L’ultima volta che abbiamo avuto un attivismo del genere era con Berlusconi”.
Più critico il giudizio di Zaia sull’attuale assetto dell’Unione europea, che accusa di non essere all’altezza delle sfide globali: “Se la sfida è quella di salvaguardare i mercati internazionali, questa Europa la vedo debolissima”. Il presidente veneto evidenzia come Bruxelles sia appesantita da un “atteggiamento altezzoso” e da una burocrazia eccessiva.
A preoccupare maggiormente Zaia è il confronto tra i due blocchi: “Mi preoccupa chi vede questa nuova amministrazione Usa come un suo avversario. E se pensiamo che la controparte di Trump è Ursula von der Leyen, beh, è evidentemente più debole. Non dobbiamo rinnegare l’Unione europea, io credo nell’Europa unita, ma questo modello non va bene”.
In merito al dibattito interno sul terzo mandato per i presidenti di Regione, Zaia solleva un tema che definisce di giustizia istituzionale. Secondo lui, esistono disparità tra le varie cariche dello Stato: “Il limite di mandati c’è solo per alcuni sindaci e in alcune Regioni, mentre parlamentari e ministri possono essere rieletti all’infinito. Per loro non vale il rischio di accentramento di potere?”.
Il presidente del Veneto auspica un intervento ragionevole da parte del governo: “Spero che il governo non impugni altre leggi e che Fugatti in Trentino o Fedriga in Friuli Venezia Giulia siano liberi di candidarsi per tutti i mandati che gli concederanno gli elettori”.
Infine, chiude ogni ipotesi di trasferimento a Roma, chiarendo le sue intenzioni: “Seneca diceva che non è la vita a essere breve, ma è l’uomo che la rende breve perché non usiamo bene il tempo che ci è stato dato. Ora è bene che mi dedichi al Veneto. E no, nessuno mi ha proposto incarichi”.
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