Italia & Dintorni

Meloni fa sul serio: galera per chi blocca le strade, la Premier “Lo Stato non si piega”

De Gregorio e Giannini criticano il governo: “Manganelli prima del dissenso, così si silenzia la piazza”

Concita De Gregorio: “Vogliono spaventare i cittadini, la piazza fa paura”

La miccia si è accesa durante l’ultima puntata di Otto e mezzo, in onda su La7. Al centro del dibattito, il nuovo decreto sicurezza voluto dal governo Meloni, già approvato in Senato. A scagliarsi contro il provvedimento è stata Concita De Gregorio, che non ha risparmiato accuse all’esecutivo.

«Il governo sta agitando il manganello prima che serva, cercando di far restare la gente a casa», ha dichiarato la giornalista. «Si prova a impedire alle persone di manifestare, di prendere parola in piazza, che resta una delle forme più dirette di democrazia garantite dalla Costituzione».

La De Gregorio ha sottolineato il rischio di un clima repressivo preventivo: un messaggio intimidatorio lanciato prima ancora che si accendano le proteste.

Massimo Giannini: “Meloni crea uno Stato che punisce prima ancora di giudicare”

Dello stesso tenore l’intervento di Massimo Giannini, anche lui ospite in studio. L’editorialista di Repubblica ha parlato di una strategia precisa da parte di Giorgia Meloni, definendola «astuta ma pericolosa».

«Meloni intercetta paure reali, ma ci costruisce sopra un’altra idea di Stato», ha affermato. «Uno Stato etico che giudica i peccati e uno Stato di polizia che punisce i reati… anche quelli futuri».

Secondo Giannini, il decreto non rispetta nemmeno le regole istituzionali. «Un decreto legge ha senso solo in caso di necessità e urgenza, ma oggi questi requisiti non ci sono. È l’82esimo decreto di questo governo», ha ricordato. «Si tratta di una torsione della democrazia».

14 nuovi reati e galera per chi manifesta: cresce l’allarme

Il decreto, approvato a palazzo Madama con il sì compatto del centrodestra, introduce 14 nuovi reati e prevede 9 inasprimenti di pena per reati già esistenti. Tra i comportamenti colpiti ci sono blocchi stradali, manifestazioni non autorizzate e occupazioni.

«La novità è la galera per questi reati», ha spiegato Giannini, sottolineando la svolta punitiva del testo. Un cambiamento che, secondo i critici, non solo criminalizza la protesta, ma minaccia direttamente il diritto costituzionale a manifestare.

Published by
Lorenzo Costantino

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