Savona, uomo che ha contratto epatite C in ospedale, risarcito dopo 24 anni

Un uomo di Savona ha dovuto sostenere una lunga battaglia legale per il riconoscimento dei danni per essersi ammalato, dopo aver subito un’operazione chirurgica, di epatite C.

Ci sono voluti ben 24 anni prima che la giustizia facesse il suo corso e riconoscesse il risarcimento danni richiesto dal sessantacinquenne di Savona.

L’uomo, che ha intentato la causa contro l’asl, fu operato nel lontano 1990 nel plesso ospedaliero “San Paolo” di Savona e, subito dopo l’intervento, scoprì di aver contratto l’ Epatite C.

In seguito a tale scoperta da addebitare, dunque, all’intervento, che consistette in una banale esportazione di emorroidi, l’uomo intentò una causa contro l’Usl 7 di Savona in seguito divenuta Asl 2.


Solo dopo 24 anni la Corte di Appello di Genova ha emesso una sentenza con la quale ha condannato  l’Asl 2 di Savona al risarcimento dei danni nei confronti del paziente ligure di sessantacinque anni.

La Corte d’Appello di Genova ha riconosciuto all’uomo, che contrasse l’epatite C nell’ospedale di Savona, l’invalidità del 15%.

Per riconoscere il danno subito dall’uomo di 65 anni ci sono voluti un giudizio civile di primo grado, due d’ Appello ed uno di Cassazione.

L’uomo è stato sottoposto a due perizie mediche ed ha potuto dimostrare di aver contratto l’epatite C in ospedale in occasione dell’intervento.

Infatti, poichè era un assiduo donatore di sangue poco prima di sottoporsi all’intervento aveva svolto gli esami di rito che dimostravano la sua perfetta forma fisica.

L’uomo racconta così l’accaduto: “Per fortuna  essendo donatore di sangue abituale, medaglia dell’Avis, avevo potuto dimostrare che al momento di essere operato i miei esami erano perfetti”.

L’asl 7 di Savona è stata condannata ad un rimborso di 64 mila euro.

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Lorenzo Costantino