Landini accusa il governo Meloni di minare il ruolo dei sindacati. Fratelli d’Italia lo attacca ricordandogli la bocciatura dei referendum promossi dalla sinistra.
Duro affondo di Maurizio Landini, segretario generale della CGIL, che durante la festa del sindacato a Milano ha lanciato pesanti accuse al governo guidato da Giorgia Meloni. “Neanche Berlusconi era arrivato a un livello tale da mettere in discussione il ruolo e l’esistenza dei sindacati”, ha dichiarato, definendo l’esecutivo attuale “un governo che pensa che il suo ruolo sia comandare, non governare”.
Il leader sindacale ha anche lanciato l’allarme sulle crescenti disuguaglianze e sul rischio di derive autoritarie: “Se non torniamo a mettere insieme le persone, la paura e la rabbia rischiano di favorire una svolta autoritaria”. Il suo discorso ha raccolto applausi tra i presenti, ma anche forti reazioni da parte dell’area di governo.
La risposta di Fratelli d’Italia non si è fatta attendere. Attraverso un post pubblicato sui propri canali social, il partito della premier ha replicato con toni pungenti: “Landini, la batosta referendaria non ti ha insegnato nulla?”. Il riferimento è ai referendum su cittadinanza e lavoro dell’8 e 9 giugno, che, promossi dalla sinistra, non hanno raggiunto il quorum e sono stati un clamoroso flop.
“Comprendiamo il tentativo di recuperare terreno dopo una sconfitta così netta – prosegue il post – ma ricordiamo che i governi Berlusconi e Meloni sono stati legittimati dal voto popolare. Una legittimazione che voi, a sinistra, non vedete da tempo”.
L’affondo si chiude con un richiamo al rispetto delle istituzioni e alla necessità, secondo FdI, di abbandonare le logiche conflittuali per concentrarsi sulle reali esigenze del Paese. Ma il botta e risposta tra sindacati e governo appare destinato a proseguire, in un clima politico che si fa ogni giorno più teso.
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