Il leader del M5S attacca la premier: “Sbarchi fuori controllo, ma la destra ha smesso di parlarne. Il modello Albania è stato un fallimento costoso”.
In una diretta social dai toni durissimi, Giuseppe Conte è tornato a incalzare frontalmente il governo Meloni sul tema dei migranti, un argomento che – secondo l’ex premier – la destra sta scientemente evitando, nonostante l’evidente aggravarsi della situazione. “Non vedrete trasmissioni tv dedicate a un tema su cui per anni la destra, Meloni e Salvini, ci hanno ammorbato: i migranti. Facevano decine di post al giorno. Ora non ne parlano più”, ha tuonato il leader del Movimento 5 Stelle.
Secondo Conte, l’omertà mediatica non è casuale, ma pilotata: “Le tv della loro corte mediatica, di Mediaset e Rai, non ne parlano. Perché? Perché è uno dei più grandi flop di Meloni”. Una critica che mira non solo alla politica del governo, ma anche al suo rapporto con l’informazione pubblica e privata.
Per sostenere le sue accuse, Conte ha fornito numeri precisi e ufficiali: “Nei mesi di aprile, maggio e giugno abbiamo un +40% di sbarchi. Nel giugno 2024 erano 4.902, mentre oggi sono 7.089”. Dati tratti direttamente dal Ministero dell’Interno, che, secondo l’ex presidente del Consiglio, smascherano la propaganda della destra.
“Io ne ho parlato, e loro sono impazziti. Per loro è un nervo scoperto”, ha aggiunto Conte, evidenziando il silenzio della maggioranza ogniqualvolta si tocca un tema diventato scomodo.
Tra le misure del governo finite nel mirino del leader M5S, spicca il famigerato modello Albania: “Ci ha fatto buttare via un miliardo di euro e tenere lì le forze dell’ordine”, ha dichiarato. “La destra non ha alcuna soluzione. È un grande flop”.
Infine, l’ex premier ha lanciato un appello diretto alla presidente del Consiglio: “È ora che Giorgia Meloni lo dica: non funzionano questi centri, si deve rassegnare, è inutile che continui a spendere soldi pubblici”.
Una nuova bordata, dunque, da parte di Giuseppe Conte, che rilancia l’immigrazione al centro del dibattito politico, accusando la destra di aver tradito le promesse elettorali sul tema e di aver insabbiato il problema per evitare l’imbarazzo.
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