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La ministra inglese piange, Fornero la difende: “So cosa si prova, ho pianto per salvare il mio paese”

L’ex ministra del Lavoro prende le parti di Rachel Reeves, ministra britannica, criticata per essersi commossa in aula: “Trattateci come esseri umani, non come simboli da deridere”.

Lettera al Foglio: Fornero difende le lacrime delle donne in politica

A distanza di oltre un decennio dalle sue celebri lacrime in diretta nazionale, Elsa Fornero torna a parlare di emozioni e politica. Lo fa con una lettera pubblicata sul quotidiano Il Foglio, per esprimere la propria solidarietà a Rachel Reeves, ministra dell’Economia del Regno Unito, recentemente commossa alla Camera dei Comuni durante un dibattito acceso sulla riforma del welfare.

Non importa se lei ha pianto per ciò che non è riuscita a fare mentre, nel mio caso, le lacrime erano per ciò che era stato necessario fare per salvare il paese”, scrive l’ex ministra del governo Monti, rimarcando come in entrambi i casi il giudizio pubblico si sia concentrato più sull’emotività che sul contenuto delle azioni politiche.

“Basta derisioni, il pianto non è debolezza”

Ma il passaggio più forte della lettera è quello in cui Fornero prende di mira un certo maschilismo politico ancora radicato nei palazzi del potere: “Basta con queste derisioni da parte di maschi arroganti, incapaci di versare anche solo due lacrime ma trattati da eroi quando, pur raramente, lo fanno”.

L’ex ministra denuncia una cultura che continua a stigmatizzare l’emotività femminile come segno di debolezza o instabilità, mentre esalta quella maschile come eccezione virtuosa. “Sono atteggiamenti che riflettono nostalgia per un passato di predominio sulle donne, oggi completamente fuori dal tempo”, scrive con tono netto.

Dalle riforme al pregiudizio: lo sfogo di chi ha già vissuto lo stesso giudizio

Le parole di Fornero risuonano con forza anche per il valore autobiografico che contengono. Quando nel 2011 annunciò la riforma delle pensioni, la commozione che la travolse in conferenza stampa divenne oggetto di scherno e caricatura per anni. Un marchio, quello delle lacrime, che la politica italiana non le ha mai del tutto perdonato.

Oggi, dalla sua esperienza, lancia un messaggio chiaro: mostrare umanità non è un limite, ma una forma di autenticità, specie per chi ricopre ruoli pubblici in momenti complessi. E invita a riflettere su quanto ancora le donne vengano giudicate più per come appaiono che per quello che fanno.

Published by
Emanuele Larocca

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