Il generale annuncia un intervento a Lucca il 10 luglio e lancia nuove frecciate su genitorialità, omosessualità e politicamente corretto.
Roberto Vannacci torna a far discutere con un nuovo messaggio affidato ai social. A pochi giorni da un evento pubblico previsto per il 10 luglio a Lucca, il generale si scaglia contro la sinistra e difende l’idea, da lui definita “scientificamente supportata”, secondo cui la figura materna è insostituibile nei primi anni di vita di un bambino.
Nel suo post, Vannacci cita “un neuropsichiatra” – senza però specificarne il nome – che avrebbe ribadito il concetto della centralità della madre nei primi anni dello sviluppo infantile. “Uno dei tanti specialisti, medici e studiosi convinti dell’insostituibilità delle mamme”, scrive.
Nella parte più polemica del suo intervento, Vannacci prevede la reazione di “gay, lesbiche e sinistra”, affermando che lo specialista sarà bollato come “misogino ”. E prosegue con riferimenti diretti a esponenti noti del centrosinistra e del mondo LGBTQ+: “Vendola gli darà del troglodita, Luxuria affermerà che l’importante non è la realtà ma la percezione, Schlein e Zan faranno un esposto a 104 procure diverse”.
Il tono ironico e provocatorio del post non lascia spazio a dubbi sull’intenzione: creare uno scontro diretto con le posizioni progressiste su famiglia, genitorialità e ruoli di genere.
Concludendo il suo intervento, Vannacci lancia l’invito al prossimo incontro pubblico: “Noi ce ne freghiamo e andiamo avanti. Ci vediamo a Lucca il 10 luglio… e parleremo anche di questo”.
Una chiusura che conferma la volontà del generale di mantenere una linea comunicativa provocatoria, fortemente identitaria e contrapposta alla narrativa progressista.
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