L’attrice racconta in un libro l’esperienza del parto segnato da un giudizio inatteso, le sue maternità, il dolore per il fratello e il cammino spirituale.
Criticata durante il parto per le sue scelte familiari
Un episodio personale e doloroso è al centro del libro scritto da Nicoletta Romanoff, attrice e madre di quattro figli. Nella sua opera d’esordio, Il tralcio alla vite, Romanoff racconta un momento che l’ha segnata profondamente: durante il parto della sua ultima figlia, si è sentita giudicata dal medico che la stava assistendo, per il fatto di avere avuto quattro figli da tre uomini diversi.
“È un giudizio al quale sono purtroppo abituata”, ha dichiarato in un’intervista a Vanity Fair. “Certo, non me l’aspettavo in quel momento da un medico… ma che devi fare? Come ho scritto nel libro, in quel momento ho chiuso gli occhi e ho detto: Signore mio, meno male che tu non mi giudichi con questa severità”.
La figlia, Anna, è nata nel 2018 dalla relazione con Federico Alverà, ma Romanoff è anche madre di Francesco e Gabriele, avuti dal produttore Federico Scardamaglia, e di Maria, nata dalla relazione con l’attore Giorgio Pasotti. Una vita privata esposta a osservazioni e critiche, che l’attrice ha deciso di raccontare con lucidità e trasparenza, affrontando apertamente il tema del pregiudizio.
La perdita del fratello e la fede come rifugio
Il libro parte da una perdita importante: la morte del fratello Enzo Manfredi, suicidatosi nel 1997. Romanoff, all’epoca diciottenne, ha raccontato di non aver mai provato rabbia, ma solo una tristezza profonda. “Mi vergognavo di stare male, non volevo appesantire il dolore dei miei genitori. Ma con il tempo ho capito che non c’è niente di più autentico della vulnerabilità”.
Negli anni successivi, l’attrice ha intrapreso un lungo percorso spirituale, durato dieci anni, per ottenere l’annullamento del matrimonio religioso e poter ricevere nuovamente l’Eucarestia. Anche in questo cammino, ha incontrato ostacoli e giudizi. “Come nella medicina, anche nella Chiesa puoi trovare qualcuno che ti ferisce con parole dure e qualcun altro che ti accoglie. Sono le persone a fare la differenza”, ha spiegato.
Il libro di Nicoletta Romanoff affronta con tono diretto temi come maternità, dolore, fede e giudizio sociale, offrendo uno spaccato intimo della sua esperienza personale e professionale.
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