Vittorio Feltri ospite di Piero Chiambretti durante la quarta puntata del programma di Rai3 "Donne sull'orlo di una crisi di nervi", Milano, 2 ottobre 2024. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO
Vittorio Feltri commenta le dimissioni di Carola Rackete e prevede un futuro da Presidente della Repubblica per Antonio Tajani. Ma non senza scetticismo.
**Le dimissioni di Carola Rackete da eurodeputata hanno acceso reazioni contrastanti, ma tra chi non si è fatto sfuggire l’occasione per una stoccata c’è Vittorio Feltri. Interpellato sul caso, il fondatore di Libero ha espresso un giudizio netto: “Notizia poco rilevante”. Tuttavia, dal commento iniziale si è presto passati a una riflessione politica più ampia, che ha coinvolto anche gli equilibri nel centrodestra.
A sorprendere più di tutti è stata l’analisi sull’attuale titolare della Farnesina. Secondo Feltri, la recente frase di Antonio Tajani – “Sono il ministro degli Esteri più sfigato della storia” – nasconderebbe ben altro. “Non è autocommiserazione,” ha detto Feltri, “ma un modo per preparare il terreno alla sua candidatura al Quirinale”. Un’ambizione, quella di salire al Colle, che l’ex direttore dice di conoscere da tempo. Ma aggiunge subito dopo: “Non credo abbia molte possibilità”.
Nel suo consueto tono tagliente, Feltri ha poi commentato la situazione interna a Forza Italia, dipingendola come tutt’altro che rosea: “Il partito è destinato a rimanere una forza marginale. I Berlusconi non sembrano più così disposti a finanziare generosamente la macchina politica come una volta. Tajani è in difficoltà”.
Chi invece secondo Feltri potrebbe ritagliarsi un ruolo centrale nella politica nazionale è Luca Zaia. “Il governatore del Veneto ha carisma e consenso. Se dovesse decidere di presentarsi con una lista autonoma alle prossime elezioni regionali, potrebbe davvero fare il botto”. Un’osservazione che non è nuova, ma che torna con forza in un momento di grandi incertezze per il centrodestra.
Durante l’intervista Feltri ha riservato anche qualche parola all’Europa e al futuro della presidente uscente della Commissione, Ursula von der Leyen, osservando con un certo distacco l’attuale empasse: “Non gode più dello stesso entusiasmo di cinque anni fa. Se non trova una nuova maggioranza, sarà dura anche per lei”.
Il direttore non si è risparmiato e ha chiuso con la consueta ironia, con una frase rivolta ai lettori: “Se siete ancora in città a leggere tutto questo, vuol dire che proprio non avete niente di meglio da fare. Ma vi voglio bene lo stesso”.
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