Controlli genitoriali obbligatori, stop ai social sotto i 16 anni e smartphone vietati in aula: la proposta di legge punta a proteggere i più giovani.
Un freno all’uso incontrollato di internet e social network da parte dei più giovani. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata da Riccardo Zucconi, deputato di Fratelli d’Italia e segretario di Presidenza della Camera, per contrastare la crescente dipendenza digitale tra i minori. Una proposta destinata a far discutere, ma che risponde – secondo il promotore – a un’esigenza concreta e urgente: «Una risposta forte e decisa» a un fenomeno ormai dilagante.
Nel testo si prevedono limiti precisi: ai minori di 14 anni sarà vietato l’accesso a internet, salvo autorizzazione esplicita dei genitori e solo attraverso strumenti di parental control. Anche con il consenso, però, non sarà possibile accedere ai social network prima dei 16 anni, e solo con un sistema di identificazione obbligatoria dell’età. I contenuti “vietati” resteranno inaccessibili fino al compimento della maggiore età.
Uno dei cardini della proposta è il divieto assoluto di utilizzo di dispositivi elettronici personali all’interno delle scuole, «di ogni ordine e grado». Una misura che punta a contrastare fenomeni sempre più diffusi come la registrazione di infrazioni alle regole scolastiche, successivamente pubblicate sui social alla ricerca di like e visibilità. I cellulari potranno essere utilizzati solo per esigenze didattiche, preventivamente autorizzate dai docenti.
Una linea dura, dunque, pensata per tutelare la funzione educativa della scuola, ripristinando il rispetto dell’autorità e delle regole. Un modo per ridare dignità all’ambiente scolastico, sempre più minato da comportamenti provocatori e fuori controllo.
«Numerosi e autorevoli studi scientifici dimostrano la dilagante tendenza all’alienazione provocata dall’uso smodato degli smartphone e le gravi ricadute psicologiche», ha spiegato Zucconi, motivando la necessità di un intervento legislativo. «La politica ha il dovere morale di intervenire per arginare questo allarmante fenomeno. Ecco perché ho depositato questa proposta di legge: per salvaguardare il benessere psichico e sociale delle giovani generazioni che rappresentano il futuro del nostro Paese».
L’iniziativa apre un nuovo fronte di discussione nel dibattito pubblico: la regolamentazione digitale come strumento di tutela e prevenzione per i minori, in un’epoca dominata da iperconnessione e sovraesposizione mediatica.
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