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India, schianto del volo Air India 171: è stato il comandante a disattivare i motori pochi secondi dopo il decollo

Secondo le ricostruzioni, sarebbe stato il comandante a interrompere il flusso di carburante causando lo schianto dell’aereo e la morte di 260 persone.

Ricostruzione dell’incidente e dinamiche in cabina

Nuove informazioni emergono in merito alla tragedia del volo Air India 171, precipitato poco dopo il decollo e costato la vita a 260 persone, di cui 241 a bordo e 19 a terra. Dalle indagini, risulta che sia stato il comandante Sumeet Sabharwal a spegnere volontariamente prima il motore sinistro e poi quello destro, provocando il disastro.

L’incidente si è verificato a pochi secondi dalla partenza. In quel momento, il primo ufficiale Clive Kunder, responsabile delle operazioni principali, era ai comandi del velivolo, ma non è riuscito a intervenire in tempo. Le sue mani erano impegnate nella gestione del jet e la manovra di riavvio dei motori, tentata dopo circa dieci secondi, non è bastata ad evitare lo schianto.

Secondo quanto riportato da fonti investigative, la conversazione tra i due piloti è stata registrata dalla scatola nera: Kunder, poco prima dell’impatto, avrebbe ripetutamente chiesto al collega: “Perché l’hai fatto?”. Il comandante, inizialmente, avrebbe negato ogni responsabilità per poi rimanere in silenzio. L’aereo si è infine schiantato contro un edificio, causando anche numerose vittime a terra. Solo una persona tra quelle presenti a bordo è sopravvissuta all’impatto.

I retroscena sul comandante e il coinvolgimento delle autorità

L’audio della cabina di pilotaggio è stato ascoltato anche da Jennifer Homendy, presidente del National Transportation Safety Board (NTSB) statunitense, ente incaricato di indagare sugli incidenti nei trasporti. Tuttavia, secondo alcune fonti, la dinamica precisa dell’incidente non sarebbe stata ancora inclusa nella relazione preliminare delle autorità indiane.

Sumeet Sabharwal, 56 anni, era un ex funzionario del Ministero dell’Aviazione civile indiano. Colleghi e conoscenti lo descrivono come una persona riservata e legata al padre, gravemente malato. Secondo un altro pilota indiano, Sabharwal soffriva di depressione, ma non è stato accertato se questa condizione abbia avuto un ruolo nel gesto compiuto.

Il primo ufficiale Clive Kunder, 32 anni, sognava fin da bambino di diventare pilota. Era figlio di una ex assistente di volo della stessa compagnia, Air India. Nonostante i suoi sforzi, non è riuscito a impedire l’impatto, avvenuto in circostanze che gli inquirenti stanno ancora analizzando con attenzione.

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Published by
Emanuele Larocca

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