Il giornalista critica la contestazione contro il sistema scolastico: “Chi non parla agli esami va bocciato, non è un atto di maturità ma di stupidità”
Da Milano a Palermo, il fenomeno degli studenti che si rifiutano di parlare durante l’esame orale di maturità come forma di protesta contro un sistema scolastico “ossessionato dai voti” ha acceso il dibattito. L’ondata di “scene mute” si è diffusa in diverse scuole italiane, portando il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara a intervenire con toni duri: «Chi boicotta l’orale dell’esame verrà bocciato».
Ma nelle ultime ore a prendere posizione è stato anche Vittorio Feltri, editorialista e consigliere regionale della Lombardia per Fratelli d’Italia, noto per i suoi giudizi senza filtri. Intervistato da Radio Libertà, Feltri ha respinto in blocco il significato attribuito alla protesta dagli studenti.
«Quelli che hanno fatto scena muta per protesta all’orale della maturità sono dei bamboccioni, e Valditara fa benissimo a prevedere la bocciatura in questi casi: la loro è una prova di stupidità, non di maturità», ha affermato Feltri nel corso dell’intervista. Una posizione netta, che mette in discussione la legittimità della protesta in atto.
Il giornalista ha sottolineato come la valutazione sia parte integrante della vita quotidiana, anche fuori dall’ambito scolastico: «Anche se non si è più studenti da millenni, veniamo valutati ogni giorno sul lavoro e quindi è ben normale esserlo a scuola».
Nel suo intervento, Feltri ha difeso l’importanza delle conoscenze scolastiche, respingendo le critiche rivolte al cosiddetto “nozionismo”: «Loro sono contro il nozionismo? Ma imparare le nozioni è sapere le cose, ed è importante quanto sapere spiegare, sapere motivare: questa è la maturità».
Ricordando la propria esperienza scolastica, ha aggiunto: «Io a scuola me la sono cavata, come poi all’università. Non è che fossi un fenomeno o uno studioso indefesso, però il minimo indispensabile l’ho sempre preparato. E non ho mai fatto scena muta apposta: per sostenere un esame devi imparare le materie, mica fare il buffone».
Le dichiarazioni di Feltri aggiungono benzina sul fuoco di una polemica che coinvolge scuola, politica e società civile, e che promette di alimentarsi ancora a lungo.
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