Il governo Meloni entra nella top 11 per longevità e resiste a tre anni di critiche, previsioni errate e “gufate” da Calenda a Renzi
Venerdì 18 luglio, il governo guidato da Giorgia Meloni ha raggiunto ufficialmente i 1.000 giorni di attività. Un traguardo che la colloca all’undicesimo posto tra i presidenti del Consiglio più longevi della Repubblica, superando Giuseppe Conte e avvicinandosi rapidamente a Matteo Renzi, fermo a 1.024 giorni. Il sorpasso nella top ten è previsto per il prossimo 12 agosto.
Una durata che smentisce completamente le dichiarazioni rilasciate da numerosi esponenti dell’opposizione nei giorni immediatamente successivi alla vittoria del centrodestra nel settembre 2022. Tra i primi a commentare fu Carlo Calenda, che il 28 settembre dichiarava: “È una destra che non sarà capace di governare. Durerà quattro, massimo sei mesi”. A giuramento avvenuto, rincarò la dose: “Sei mesi, non un giorno di più”. Ne sono passati 33.
Anche Stefano Bonaccini, all’epoca reduce dalla sconfitta alle primarie PD contro Elly Schlein, profetizzava nell’ottobre 2023 la fine della “luna di miele” tra governo e cittadini, indicando problemi economici come causa della presunta crisi imminente. Tuttavia, le successive elezioni europee hanno smentito anche lui: Fratelli d’Italia ha sfiorato il 30%, consolidando la propria posizione di primo partito italiano.
Dopo la vittoria di Alessandra Todde in Sardegna, anche Giuseppe Conte aveva annunciato un cambiamento di clima nel Paese: “I cittadini iniziano a sentirsi traditi da Meloni”. Ma alle Europee di giugno, il Movimento 5 Stelle è rimasto sotto il 10%, mentre il consenso per Meloni è rimasto stabile.
Più ardita la strategia di Matteo Renzi, che nel 2024 aveva puntato tutto sul referendum abrogativo sull’Autonomia: “Se si raccolgono 500mila firme, nella primavera del 2025 si va a votare. Il governo cade”. Ma la Corte costituzionale ha giudicato inammissibile il quesito, e nessuna consultazione referendaria ha raggiunto il quorum.
Simile entusiasmo da parte di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni dopo la vittoria alle Comunali di Genova. “È un segnale inequivocabile: Giorgia Meloni è minoranza nel Paese”, dissero. Ma la nuova sindaca Silvia Salis ha rapidamente generato polemiche per l’aumento dell’IMU su 27mila alloggi, una decisione non annunciata in campagna elettorale.
Non è mancato infine l’ottimismo di Francesco Boccia, che interpretando l’affluenza ai referendum sul lavoro come una bocciatura delle politiche del governo, dichiarava: “15 milioni di italiani ci hanno dato ragione”. Ma i dati ufficiali parlano di poco più di 14 milioni di votanti, con meno di 12,3 milioni di “Sì”, cioè meno dei voti ottenuti dal centrodestra alle Politiche del 2022.
A oggi, il solo dato incontestabile è che Giorgia Meloni ha raggiunto i 1.000 giorni di governo, smentendo nei fatti ogni previsione catastrofista dell’opposizione. La tenuta dell’esecutivo continua, mentre l’obiettivo di raggiungere il 2027 appare oggi molto più concreto di qualunque “spallata” tentata finora.
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