Il direttore de Il Giornale critica duramente il ricorso in Cassazione sul caso Open Arms: “Giustizia in mano a magistrati faziosi o ignoranti”
Un nuovo capitolo si apre nel caso Open Arms, con il ricorso in Cassazione presentato dai pm di Palermo contro l’assoluzione, a dicembre scorso, dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini. L’accusa: sequestro di persona per aver impedito, nell’agosto 2019, lo sbarco di circa 150 migranti soccorsi dalla Ong spagnola. Un atto giudiziario inusuale, visto che i magistrati hanno scelto di bypassare il consueto passaggio in appello.
A scagliarsi con durezza contro questa decisione è il direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti, che in un editoriale parla senza mezzi termini di “farsa giudiziaria” e di “sistema infettato dal virus dell’incompetenza o della partigianeria politica”.
Per Sallusti, la vera anomalia non sta tanto nel procedimento quanto nel suo significato politico e istituzionale: “I magistrati che hanno assolto Salvini – afferma – vengono accusati dai loro stessi colleghi di non conoscere il diritto. O peggio, di aver agito in malafede”. E aggiunge: “Coprendo così di ridicolo loro stessi e tutta la giustizia italiana”.
Secondo il giornalista, le uniche due possibilità logiche sono ugualmente inquietanti: “Se la Cassazione darà ragione ai pm, allora significa che a Palermo ci sono giudici da cacciare perché incompetenti. Se darà torto ai pm, allora saranno loro a doversi dimettere per aver abusato della giustizia a fini ideologici”.
In entrambi i casi, secondo Sallusti, la giustizia siciliana ne esce gravemente compromessa. “Già oggi sappiamo con certezza – scrive – che quel sistema è infettato, da incompetenza o ideologia, più probabilmente da entrambe”.
La posizione del direttore trova eco anche nei vertici istituzionali. “Surreale accanimento” ha detto la premier Giorgia Meloni, mentre il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha commentato: “Non è roba da Paese civile”. Entrambi hanno ribadito la necessità di una riforma della giustizia che metta un freno agli eccessi di certa magistratura.
Sallusti chiude con una constatazione amara: “Comunque vada, ai responsabili di questo surreale scontro non accadrà nulla. Per questo, ben venga una riforma che metta fine all’impunità di chi ha trasformato i tribunali in palestre ideologiche”.
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