Italia & Dintorni

Vipera” è il grido di Ilaria Salis: “Italia, il carcere usato come arma politica”

L’eurodeputata, ex detenuta nelle carceri ungheresi, lancia il suo libro-denuncia a Rivafiorita: “Essere antifascisti oggi è un’urgenza, non una scelta”

“Vipera”: il racconto di un incubo reale

Mercoledì 23 luglio, presso Rivafiorita, in collaborazione con La Perdigiorno e con la partecipazione di Ivan Bonnin, Giovanna Fanci e Peppino Buondonno, è stato presentato “Vipera”, il libro inedito dell’eurodeputata Ilaria Salis. Il volume, scritto con uno stile diretto e privo di retorica, è un atto di accusa contro le derive autoritarie in Europa e una lucida riflessione sul carcere come strumento di repressione del dissenso.

Durante l’incontro, Salis ha lanciato un messaggio chiaro: «L’Europa sta osservando con attenzione l’accordo tra Italia e Albania sulla gestione dei migranti, ma la strada intrapresa è preoccupante». Il riferimento è al rischio che l’Italia possa adottare, secondo lei, lo stesso modello autoritario dell’Ungheria di Viktor Orban, dove – ha sottolineato – «lo stato di diritto è stato sistematicamente indebolito».

Il ricordo delle catene e della prigione

Salis è tornata anche sulle immagini che la ritraevano in catene nel tribunale di Budapest, diventate virali. «Quelle foto hanno suscitato scalpore, ma non quanto la condizione quotidiana dei migranti rinchiusi nei CPR», ha osservato, ricordando le visite effettuate insieme ad altri europarlamentari nei centri per il rimpatrio.

Oggi il governo ungherese ha chiesto la revoca della sua immunità parlamentare, ma l’Alleanza Verdi e Sinistra ha già annunciato che si opporrà fermamente. L’arresto dell’allora attivista italiana risale all’11 febbraio 2023, durante una manifestazione antifascista a Budapest. Seguirà un anno durissimo in carcere, tra isolamento, caldo estremo e condizioni che l’eurodeputata definisce «inumane».

Un manifesto antifascista

Nel libro, Salis racconta passo dopo passo la sua esperienza: dalla perdita della libertà alla nascita di un movimento di solidarietà che, attraverso la mobilitazione popolare e mediatica, la porterà fino al Parlamento europeo con le elezioni del 2024. Una candidatura che nasce come gesto politico e che diventa simbolo di una vittoria collettiva.

«L’equilibrio in prigione era mantenuto con la paura», ha dichiarato Salis, ricordando le giornate passate nella solitudine delle festività e le estati infuocate senza aria. Ma, in mezzo al dolore, ha trovato anche la forza: nella voce dei detenuti, nel supporto dei compagni e nell’abbraccio di una rete che ha saputo rompere il silenzio.

“Vipera” diventa così più di un libro: è una denuncia politica, un atto di resistenza, una chiamata all’azione. «Oggi essere antifascisti non è solo un ideale, è un’urgenza concreta», ha concluso l’eurodeputata.

Published by
Emanuele Larocca

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