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Vittorio Feltri “Incidenti giù del 10%, il Codice della Strada di Salvini funziona, chi contestava ora taccia”

Il giornalista elogia le misure volute da Salvini: calano incidenti, vittime e feriti. “Chi contesta le regole, oggi deve fare i conti con i numeri”.

Feltri: “Il rigore non è una piaga, ma una garanzia per tutti”

Con uno stile diretto e pungente, Vittorio Feltri interviene nel dibattito sul nuovo Codice della Strada, voluto dal ministro Matteo Salvini, entrato in vigore il 14 dicembre 2024. E lo fa partendo da una riflessione semplice: “Non è mica rivoluzionario scoprire che le regole, se applicate con rigore, migliorano il comportamento collettivo”.

Contro le prime reazioni di indignazione e accusa che hanno accolto la riforma, Feltri mette sul piatto i dati ufficiali: dopo sette mesi, il numero dei decessi è calato del 10,6% (da 762 a 681), gli incidenti mortali dell’8,4% (da 692 a 634) e i feriti del 3,6% (da 24.143 a 23.185). Un andamento confermato anche dai primi due mesi post-riforma, con incidenti in calo del 6%, incidenti mortali giù del 22,1% e vittime diminuite del 24,2%.

Il quadro è completo – osserva – meno 1.034 incidenti e meno 81 morti rispetto all’anno precedente. Numeri che non sono un’opinione, ma un dato di fatto”.

“Chi si adegua non è punito: si salva”

Secondo Feltri, è inutile sorprendersi se le sanzioni più severe stanno funzionando. L’automobilista italiano, spiega, è da sempre “refrattario alle regole”, considera l’obbligo di non usare il cellulare, di non bere o di rispettare i limiti di velocità come “una punizione ingiusta”, quasi una limitazione alla propria libertà. Ma quando la trasgressione costa cara, l’atteggiamento cambia.

Non perché le persone migliorino, ma perché sanno che adeguarsi alla legge costa meno che violarla”.

Feltri sottolinea che nessuna norma è perfetta e ammette che c’è bisogno di più tempo, di dati integrati e di maggiori controlli soprattutto nei centri urbani. Ma precisa anche che il miglioramento già registrato è “la prova che la severità non è una piaga, ma un mezzo di protezione collettiva”.

“Criticare è lecito, ma i risultati vanno riconosciuti”

Nel finale, Feltri si rivolge a chi ha osteggiato la riforma. “Quando si inveisce contro le piccole riforme e poi si scopre che funzionano, chi ha torto? Le norme o gli avversari ideologici?” La risposta per il giornalista è chiara: anche chi ha contestato deve ammettere che quella norma era necessaria.

E chiude con un tributo al ministro dei Trasporti: “Ci dispiaceva avere perso Salvini quale ministro dell’Interno, ma come ministro dei Trasporti non mi pare da meno”.

Published by
Emanuele Larocca

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