Un padre maltrattato dalla compagna potrà finalmente vivere con il figlio in sicurezza, grazie a una struttura specializzata individuata nel Brindisino.
Una vicenda di violenze domestiche e isolamento
È stata trovata una soluzione per il padre che da mesi denunciava le violenze della compagna, riuscendo con fatica a far riconoscere di essere lui la vittima. L’uomo, residente in un comune dell’area metropolitana di Bari, aveva avviato un percorso di tutela previsto dal Codice rosso, ma era stato separato dal figlio perché mancavano strutture in grado di accogliere padri maltrattati insieme ai bambini, come avviene invece per le madri.
La vicenda ha avuto risvolti drammatici: la donna, soggetta a frequenti scatti di ira legati a una forte gelosia, aveva più volte aggredito il compagno. Durante un episodio particolarmente violento aveva persino tentato di colpirlo con un coltello, ferendo lievemente anche il bambino di poco più di un anno che l’uomo teneva in braccio. Solo dopo mesi di segnalazioni e denunce, e grazie all’intervento della sua legale, l’uomo è riuscito a vedere riconosciuta la propria condizione di vittima.
L’intervento del Garante e la nuova sistemazione
Il caso ha attirato l’attenzione del Garante regionale per i diritti dei minori, Ludovico Abbaticchio, che ha seguito la vicenda fin dalle prime fasi. «Mi sono sentito con la legale dell’uomo e sono in attesa delle carte ufficiali, ma posso già anticipare che sembra si sia trovata una soluzione – ha spiegato Abbaticchio –: c’è una struttura nel Brindisino che può dare rifugio al bambino e al padre, perché quest’ultimo possa legittimamente svolgere il suo diritto-dovere di paternità responsabile».
La struttura individuata permetterà quindi al padre e al figlio di ricongiungersi, garantendo un ambiente sicuro in cui vivere lontani dalle violenze. La sistemazione consentirà all’uomo di occuparsi del bambino, esercitando il proprio ruolo genitoriale in condizioni di protezione.
Un caso raro che apre una riflessione
La storia di questo padre rappresenta un caso raro nel panorama delle violenze domestiche, dove le vittime di sesso maschile faticano spesso a essere credute e a ricevere tutele adeguate. La vicenda ha messo in evidenza le difficoltà per gli uomini che subiscono maltrattamenti a trovare strutture idonee in cui vivere con i propri figli in sicurezza.
Ora, con la nuova sistemazione, per il padre e il piccolo si apre finalmente una fase di maggiore serenità, in attesa degli sviluppi giudiziari sulla vicenda.
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