La manager dell’hotel Hyatt Centric di Murano, licenziata per aver ricevuto e condiviso mance per 28mila euro, è stata reintegrata dal tribunale, che ha dichiarato illegittimo il provvedimento.
Il licenziamento e la causa legale
Nel luglio 2024, la front office manager dell’hotel Hyatt Centric di Murano era stata licenziata dopo che la direzione aveva rilevato la raccolta di mance per un totale di 28mila euro, pratica ritenuta contraria alle politiche interne. Secondo quanto emerso, la dipendente non avrebbe mai trattenuto per sé l’intera somma, ma l’avrebbe equamente suddivisa con il personale, con una media di 200 euro a ciascun collega.
Dopo il licenziamento, la lavoratrice aveva deciso di ricorrere al Tribunale di Venezia, sezione lavoro. L’hotel aveva a sua volta richiesto un risarcimento da 50mila euro per presunti danni d’immagine. La giudice Anna Menegazzo ha però respinto la richiesta, stabilendo che la condotta della manager non fosse sufficiente a giustificare l’interruzione del rapporto di lavoro.
La sentenza e la decisione finale della manager
Nella sentenza, il Tribunale ha definito “inesistente” il fatto contestato ai fini del licenziamento, sottolineando come il contratto collettivo nazionale preveda sanzioni disciplinari per comportamenti simili, ma non la risoluzione immediata del rapporto di lavoro.
L’albergo è stato quindi condannato a reintegrare la dipendente e a versarle un’indennità risarcitoria pari a otto mensilità. La lavoratrice, tuttavia, ha scelto di non tornare sul posto di lavoro, optando per l’indennità sostitutiva di 14 mensilità prevista in alternativa al reintegro.
Secondo quanto riportato in aula, l’episodio ha suscitato attenzione anche per la gestione delle mance nel settore alberghiero, spesso regolata in maniera diversa da struttura a struttura. Nel caso di Murano, la condivisione con i colleghi non è stata considerata un comportamento illecito tale da giustificare un licenziamento immediato.
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