Annamaria Bernardini De Pace ha denunciato Fabrizio Corona per diffamazione, accusandolo di aver diffuso un audio manipolato e dichiarazioni ritenute gravemente offensive verso la sua attività professionale.
La querela dell’avvocata e le accuse a Fabrizio Corona
Annamaria Bernardini De Pace, nota avvocata divorzista ed ex suocera di Raoul Bova, ha presentato una querela per diffamazione nei confronti di Fabrizio Corona. Al centro della vicenda ci sarebbero alcune affermazioni ritenute lesive della sua reputazione professionale e la diffusione di un audio di una presunta conversazione telefonica tra i due, che secondo la legale risulterebbe “artefatto con diversi tagli nella riproduzione”.
La denuncia si inserisce nella più ampia battaglia legale nata dopo la pubblicazione di messaggi e registrazioni audio con cui l’ex re dei paparazzi ha reso pubblica la relazione tra Raoul Bova e Martina Ceretti. Bernardini De Pace, oltre a procedere sul piano penale, ha presentato anche un esposto al Garante della Privacy per chiedere la rimozione immediata di tutti gli audio e i messaggi privati che riguardano il suo ex genero dalle piattaforme online.
Le dichiarazioni contestate e la difesa della reputazione
Secondo quanto riportato nella querela, Fabrizio Corona avrebbe trasformato “la piazza virtuale in un luogo di esposizione al pubblico disprezzo della figura della scrivente”, pronunciando frasi che la legale considera denigratorie. Tra le dichiarazioni attribuitegli, vi sarebbero accuse di influenzare “il circolino della procura di Roma e dei quotidiani importanti” per sostenere la difesa di Raoul Bova, oltre ad affermazioni di carattere personale come: “Giusto il giudice di Forum può fare oggi. Un programma finto come lei”.
Corona avrebbe inoltre lasciato intendere che l’avvocata stesse cercando di far apparire la separazione della coppia avvenuta due anni fa, mentre pochi mesi prima avrebbe chiesto informazioni sul suo ex genero. Per Bernardini De Pace, la diffusione di un audio alterato e le frasi pubbliche di Corona configurano una violazione della sua dignità professionale e personale. Le indagini valuteranno ora la fondatezza delle accuse e la provenienza dei contenuti contestati.
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