Italia & Dintorni

Landini perde i pezzi: Cgil, fuga record di iscritti: 45mila tessere strappate in dieci mesi

Dal 16 ottobre 2024 all’8 agosto 2025, oltre 45mila lavoratori hanno lasciato la Cgil di Landini. Pesano la svolta politica e il bilancio in rosso.

Un’emorragia di iscritti senza precedenti

È una stagione nera per la Cgil, guidata da Maurizio Landini. In meno di un anno, tra il 16 ottobre 2024 e l’8 agosto 2025, 45mila lavoratori hanno scelto di disdire la tessera. Una media di 5mila fuoriuscite al mese, con un’emorragia che interessa tutte le regioni italiane. Alla base della fuga, secondo la sigla Cgl (Come Gestire i Licenziamenti) fondata dagli ex dirigenti Antonio Rudas, Giovanni Piras e Salvatore Frulio, ci sarebbe la crescente politicizzazione del sindacato e la linea “anti-Meloni” che non convince molti iscritti. I tre fondatori, espulsi nel 2017 dalla Cgil e reintegrati dalla magistratura dopo anni di battaglie legali, hanno creato sul proprio portale un servizio online che guida passo passo i lavoratori nella procedura di disdetta. Proprio grazie a questo strumento, 45mila iscritti hanno interrotto il versamento delle quote.

Il peso del bilancio in rosso

La perdita di iscritti si riflette anche sui conti. Futura Srl, la casa editrice della galassia Cgil, ha chiuso il 2024 con un passivo di 4.707.881 euro, in peggioramento rispetto ai 3,1 milioni del 2023, e con un fatturato sceso sotto i 3 milioni. Nonostante un recente aumento di capitale, le riserve patrimoniali sono ridotte al minimo e senza nuovi interventi delle federazioni, la società rischia di chiudere nel 2025. La prospettiva, in assenza di fondi freschi, è quella di chiedere ulteriori contributi agli iscritti rimasti, aggravando il malcontento interno.

Sindacato o partito politico?

La trasformazione della Cgil in quello che molti definiscono “un partito d’opposizione” alimenta le critiche. Nell’ultimo anno Landini si è concentrato su temi come giustizia, autonomia, Palestina e costi della politica, senza ottenere successi sul fronte del lavoro, come dimostra il fallimento del referendum sul lavoro. I numeri confermano una tendenza preoccupante: dal 2019 al 2023, sotto la guida Landini, il sindacato ha perso 177mila tesserati, passando da 5.346.071 iscritti a 5.168.924. Nonostante il leader abbia recentemente parlato di un aumento di 22mila iscritti tra 2023 e 2024, il dato non tiene conto delle migliaia di disdette registrate nello stesso periodo.

Published by
Emanuele Larocca

This website uses cookies.