Il giovane chiama il padre dopo essere risultato positivo all’alcoltest, ma anche l’uomo arriva in auto ubriaco. Per entrambi scatta denuncia e ritiro patente.
Serata surreale a Castelfranco Veneto, dove un normale controllo della polizia stradale si è trasformato in un doppio caso di guida in stato di ebbrezza. Tutto è iniziato quando un giovane automobilista è stato fermato dagli agenti e sottoposto all’alcoltest: il suo tasso alcolemico è risultato superiore ai limiti consentiti dalla legge. Come previsto in questi casi, il ragazzo non ha potuto rimettersi alla guida ed è stato invitato a farsi accompagnare da un familiare. Così ha deciso di contattare il padre, chiedendogli di raggiungerlo per riportarlo a casa.
Pochi minuti dopo, il genitore è arrivato sul luogo del controllo a bordo della propria auto. Ma la scena che si è presentata davanti agli agenti ha confermato subito i sospetti: manovre incerte e parcheggio difficoltoso. La pattuglia ha quindi deciso di sottoporlo all’alcoltest, riscontrando anche in lui un livello di alcolemia oltre la soglia consentita. Entrambi sono stati così denunciati per guida in stato di ebbrezza e si sono visti ritirare la patente, come previsto dalle norme introdotte con il nuovo Codice della Strada.
Il Codice stabilisce sanzioni precise a seconda del tasso alcolemico rilevato: tra 0,5 e 0,8 grammi per litro, multa da 573 a 2.170 euro e sospensione della patente da 3 a 6 mesi; tra 0,8 e 1,5 grammi, sanzione pecuniaria e penale con sospensione da sei mesi a un anno; oltre 1,5 grammi, sospensione da uno a due anni. Per i neopatentati, invece, vige la tolleranza zero: alla prima violazione vengono decurtati dieci punti. A Castelfranco Veneto non è stato reso noto il valore esatto rilevato nei due alcoltest, ma è certo che padre e figlio dovranno affrontare le conseguenze della loro condotta, rimanendo senza patente e con una denuncia a carico.
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