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Manovra, Salvini sfida gli alleati: “Rottamazione cartelle priorità assoluta”

Il leader della Lega insiste sulla pace fiscale come punto centrale della legge di bilancio, mentre FI punta sul taglio dell’Irpef e Giorgetti frena.

Salvini rilancia sulla pace fiscale

Il cantiere della prossima legge di bilancio è ancora aperto, ma Matteo Salvini ha già fissato la priorità: la rottamazione definitiva delle cartelle. Il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, forte anche del dialogo con il titolare dell’Economia Giancarlo Giorgetti, ostenta sicurezza: “Sono convinto che la portiamo a casa. Per noi sarà sicuramente la priorità, ma dovrebbe esserlo per tutto il governo”.
Salvini si mostra fiducioso anche sul contesto economico: “Abbiamo uno spread ai minimi, la borsa ai massimi, l’occupazione ai massimi. C’è una situazione economica discreta e dobbiamo osare”. Un pressing che mira a rafforzare la proposta leghista in vista del dibattito parlamentare.

Le resistenze di Leo e l’obiettivo Irpef

Il disegno di legge della Lega per introdurre una quinta rottamazione riprenderà il suo iter in commissione Finanze al Senato subito dopo la pausa estiva, con l’obiettivo di chiudere entro settembre. Ma dal Tesoro arrivano segnali di cautela. Il viceministro Maurizio Leo, pur non chiudendo alla misura, ricorda che “qualsiasi intervento dovrà inserirsi in un quadro coerente e realistico”.
Intanto il governo, secondo l’impegno preso dalla premier Giorgia Meloni, guarda anche alla riduzione delle tasse sul ceto medio. Dopo il taglio del cuneo e il primo modulo della riforma dell’Irpef, si valuta una riduzione di due punti della seconda aliquota, dal 35% al 33%, allargando lo scaglione fino ai 60mila euro. Costo stimato: circa 4 miliardi.

Natalità, pensioni e sanità: gli altri dossier

Oltre alla partita fiscale, l’esecutivo deve affrontare anche l’inverno demografico. L’ultima manovra ha già destinato circa 6 miliardi a misure per la natalità, dal bonus nuovi nati al rafforzamento dei congedi parentali. Ora si valuta l’estensione degli strumenti esistenti e, se le risorse lo consentiranno, nuovi interventi.
Sul fronte previdenziale, è aperta la ricerca dei fondi per sterilizzare l’aumento di tre mesi dell’aspettativa di vita previsto dal 2027. Sul tavolo anche la stabilizzazione dell’Ires premiale e nuovi stanziamenti per la sanità: il ministro Orazio Schillaci ha già ottenuto da Giorgetti un incremento di circa 2 miliardi.

Published by
Lorenzo Costantino

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