A file picture released on 23 August 2023 of Brigade General Roberto Vannacci during his command of the Military Parachuting Brigade "Folgore" in 2016, in Pisa, Italy. Vannacci, 55, a former paratrooper commander has been replaced as head of the military geographical institute over his self-published book The World Back To Front, which slams gays, Jews, migrants, environmentalists and feminists among others, but insists he has not been removed by Defence Minister Guido Crosetto, a heavyweight in Premier Giorgia Meloni's rightwing Brothers of Italy (FdI9 party. ANSA/Fabio Muzzi
Roberto Vannacci avverte sull’Ucraina: impossibile che Mosca accetti eserciti occidentali, solo paesi neutrali o astenuti all’ONU potrebbero avere un ruolo d’interposizione.
Il generale Roberto Vannacci è tornato a commentare la crisi ucraina, criticando con fermezza l’ipotesi di un invio di truppe occidentali nel conflitto. Secondo lui, una simile scelta non avrebbe alcuna possibilità di successo. «Come cercavo di spiegare ai tanti entusiasti per un invio di truppe occidentali in Ucraina (entusiasti finché si tratta degli altri e non di loro stessi o dei loro figli) è difficilissimo che la Russia accetti eserciti che non siano garanzia di neutralità», ha dichiarato.
Per Vannacci, la posizione europea rappresenta un ostacolo insormontabile: «Gli stati europei non sono mai stati neutrali nei confronti del conflitto russo-ucraino e, per questo, sarà difficilissimo che vengano accettati dal Cremlino». Una riflessione che sottolinea come l’unica strada percorribile potrebbe essere l’impiego di paesi che abbiano mantenuto un atteggiamento distaccato rispetto alla guerra, senza schierarsi apertamente contro Mosca.
Per individuare eventuali partecipanti a un contingente d’interposizione, il generale fa riferimento all’Assemblea Generale dell’ONU del 2 marzo 2022, subito dopo l’invasione russa. In quell’occasione, 141 stati votarono per condannare l’aggressione, ma diversi paesi di peso decisero di astenersi. «Tra i vari paesi astenuti spiccano Cina, India, Bangladesh, Pakistan, Algeria», ha ricordato Vannacci, sottolineando come all’epoca fece notare che sommando la popolazione degli stati astenuti e contrari alla condanna della Russia «si raggiungeva più della metà della popolazione terrestre». Una considerazione che, secondo lui, ridimensiona l’idea di un consenso unanime contro Mosca e apre uno scenario complesso sul futuro equilibrio internazionale.
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