Il volontario italiano Luca Cecca, impegnato in Ucraina al fianco dell’esercito locale, è stato dichiarato morto. Era disperso dal 2024. La notizia diffusa dai social.
Il nome di Luca Cecca si aggiunge alla lista degli italiani caduti in Ucraina. L’uomo, disperso dal 2024, è stato dichiarato morto attraverso un messaggio pubblicato sulla pagina Memorial International Volunteer for Ukraine, che ricorda i combattenti stranieri deceduti durante il conflitto con la Russia. Nel post è riportata la frase: “Il nostro amato fratello italiano, Luca Cecca, che prestava servizio in Ucraina come volontario, è caduto sul campo di battaglia. Onore, gloria e gratitudine al nostro fratello”. Contestualmente è stata pubblicata anche una sua foto. Secondo le prime informazioni disponibili, si tratterebbe dell’ottavo cittadino italiano rimasto ucciso dall’inizio della guerra. La Farnesina, al momento, non ha fornito conferme ufficiali sulla vicenda.
La scomparsa di Cecca arriva a poche settimane da quella di un altro italiano impegnato come volontario in Ucraina, Thomas D’Alba, 40 anni, originario di Legnano. L’uomo, ex militare della Folgore e musicista, aveva scelto di arruolarsi due anni fa, combattendo al fianco dell’esercito di Kiev fino alla sua morte in combattimento. La notizia del suo decesso aveva suscitato grande attenzione, perché la sua esperienza rappresentava una delle tante storie di stranieri che hanno deciso di unirsi ai reparti ucraini.
L’attivista ucraino Vladislav Maistrouk, che conosceva D’Alba, aveva raccontato pubblicamente alcuni momenti vissuti insieme. “Parlavamo come personaggi usciti da un romanzo di Remarque. L’ultima volta che lo vidi fu a inizio giugno. Era fiero del suo ‘nuovo amico’: un drone russo FPV inesploso, fermo a un metro e mezzo dalla sua postazione. Sorrideva anche allora, con lo spirito di chi non si lascia piegare neanche dalla guerra”, aveva scritto. In un altro ricordo, aveva riportato le parole del volontario: “Mi disse: ‘Sono stato in molte missioni all’estero, e a volte mi chiedevo se fossi dalla parte giusta. In Ucraina, non ho mai avuto questo dubbio’”. Queste testimonianze hanno contribuito a restituire l’immagine di uomini che, pur consapevoli dei rischi, hanno scelto di restare in prima linea, trovando nell’impegno a fianco dell’Ucraina la ragione della loro presenza sul fronte.
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