La top model racconta un anno di lotta contro il tumore alle ovaie: dolore, speranza e l’amore per le figlie come forza per andare avanti.
È passato un anno da quando Bianca Balti, 40 anni, ha ricevuto la terribile diagnosi di tumore alle ovaie. La corsa al pronto soccorso, piegata da dolori lancinanti, segnò l’inizio del periodo più duro ma anche più intenso della sua vita. La modella, volto di campagne internazionali, ha raccontato come questa esperienza le abbia fatto riscoprire l’amore vero: quello della sua famiglia, delle figlie Matilde e Mia, e della vita stessa.
In questo anno, oltre ad affrontare la malattia, Bianca Balti è diventata anche ambasciatrice del progetto “Ovaries. Talk about them”, promosso dal brand Camilla and Marc, un movimento globale che sostiene la ricerca per il primo test di rilevazione precoce del cancro ovarico basato sul DNA.
Una delle decisioni che ha fatto più discutere riguarda la mancata rimozione delle ovaie, scelta che ha suscitato critiche e incomprensioni. «Il tumore è arrivato prima che potessi rimuovere le ovaie. Non riuscivo a respirare, mi sono sentita stupida per non averle rimosse», ha raccontato. «Molte persone mi hanno chiesto perché non lo avessi fatto quando ho scoperto la mutazione, come ho deciso, invece, di fare per il seno. Penso che però, bisogna essere un po’ più gentili con le donne che stanno affrontando questo perché rimuovere le ovaie non è una decisione facile da prendere. Ho sempre saputo di volere altri figli e avevo paura di sentirmi meno “donna”».
Il dolore delle critiche non ha spento la sua forza. «Odiavo avere il ciclo, avere le mestruazioni e non sapete cosa darei per riavere i crampi del ciclo», ha aggiunto con commozione. Le sue parole restituiscono l’immagine di una donna che affronta con coraggio una sfida devastante, ma che non ha mai smesso di sognare la maternità e di sentirsi completa.
L’amore delle figlie è stato per lei la spinta più grande. «Il momento in cui sono stata più vicina alla morte è stato anche il momento in cui mi sono aggrappata con tutte le forze alla vita. È una sensazione dolceamara. Adesso almeno so il valore di tutto, anche se ho ancora paura del futuro. Sono sempre stata la principale persona che si occupava delle mie figlie, avevo quindi questa grande paura, cosa avrei fatto? A chi le avrei affidate?».
La modella ha ammesso che, nonostante la forza ritrovata, vive ancora con l’ombra della malattia: «Potrebbero essere i miei ultimi giorni, non ho bisogno di accontentare nessuno, non voglio perdere tempo dietro alle persone, fingere di essere una persona che non sono».
A un anno dalla diagnosi, Bianca Balti si definisce diversa: più fragile ma anche più consapevole. «Le insicurezze sono tornate, ma siamo umani. È passato un anno dalla diagnosi e sono qui, sto vivendo la vita in modo più profondo e in modo più significante. Sono viva e questo è importante. La ricerca scientifica mi da speranza e grazie a questa campagna ci avviciniamo ancora di più ad un test in grado di prevedere il tumore e trasformarlo da un killer silenzioso a una malattia da conoscere e da affrontare e continuare a vivere la vita. Rivoluzionario».
This website uses cookies.