Il Tribunale annulla i licenziamenti e dispone il reintegro di due agenti della polizia locale di Bari. L’amministrazione comunale pronta a impugnare la decisione.
Due vigilesse della polizia locale di Bari, allontanate dal servizio a marzo 2024, sono state reintegrate in forza di una decisione del Tribunale del lavoro. Le due dipendenti erano state licenziate in seguito al loro coinvolgimento, mai come indagate ma citate in atti ufficiali, nell’inchiesta “Codice Interno” che ha portato alla sbarra oltre cento persone per presunte infiltrazioni mafiose nelle attività economiche, politiche e amministrative della città. Tra i nomi più noti emersi dall’indagine figurano l’ex consigliera comunale Mari Lorusso e il marito Giacomo Olivieri, accusati di aver acquistato pacchetti di voti da esponenti di clan locali.
Il Comune, dopo aver ricevuto la comunicazione del Tribunale, ha dovuto formalizzare il reintegro delle due agenti, pur precisando in un provvedimento che «si riserva di impugnare» la sentenza. L’amministrazione ha quindi eseguito l’ordine giudiziario ma ha annunciato di voler ricorrere contro la decisione.
Secondo quanto ricostruito dalla Procura, le due vigilesse erano state segnalate in relazione a episodi avvenuti tra il 2017 e il 2018. In particolare, nelle intercettazioni telefoniche emergevano contatti con Fabio Fiore, esponente del clan Parisi di Japigia, oggi imputato nell’inchiesta ma all’epoca dei fatti incensurato.
Tre gli episodi contestati: il 13 luglio e il 4 novembre 2017, quando entrambe le agenti, dopo aver elevato una contravvenzione ed essere state minacciate dal trasgressore, avrebbero chiesto la protezione di Fiore riconoscendone il potere; e un ulteriore episodio del 6 febbraio 2018 che coinvolgeva una sola delle due. La segnalazione della Procura al Comune, inviata dopo il blitz del febbraio 2024, evidenziava tali condotte e spingeva l’amministrazione a procedere con il licenziamento immediato.
Il reintegro deciso dai giudici del lavoro non cancella le ombre sollevate dall’inchiesta. L’amministrazione guidata dal sindaco ha sottolineato l’intenzione di non fermarsi e di voler impugnare il provvedimento nelle sedi opportune. Nel frattempo le due agenti sono state formalmente riammese in servizio, seppur con una sospensione temporanea che ne limita l’attività operativa.
La vicenda ha suscitato reazioni contrastanti in città: da un lato c’è chi sostiene la necessità di rispettare la decisione giudiziaria, dall’altro chi evidenzia l’inopportunità di riportare in servizio pubblici ufficiali i cui nomi compaiono in intercettazioni relative a esponenti di clan mafiosi. Le indagini di “Codice Interno” proseguono e il processo che vede oltre cento imputati continua a catalizzare l’attenzione mediatica e politica su Bari.
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