Il Garante per la privacy e Google hanno oscurato i file pubblicati da Fabrizio Corona. L’attore era stato vittima anche di un tentativo di estorsione.
Primo successo per Raoul Bova nella battaglia legale contro Fabrizio Corona. Il Garante per la privacy e Google hanno accolto le richieste dei legali dell’attore, disponendo la rimozione degli audio che lo vedevano protagonista insieme a Martina Ceretti e che erano stati diffusi attraverso il format online “Falsissimo”. Quei file vocali, resi pubblici nonostante fossero privati, hanno provocato enorme clamore mediatico, generando meme, ironie e un danno significativo all’immagine dell’attore.
«È una vittoria non solo personale, ma di principio perché riafferma il diritto alla privacy, al decoro e alla verità in un’epoca in cui i social vengono usati per distruggere la reputazione delle persone», ha dichiarato l’avvocata Rita Bernardini de Pace, ex suocera di Bova e legale di riferimento nella vicenda.
Il caso non si è limitato alla diffusione degli audio. Tra l’11 e il 12 luglio 2025, l’attore ha ricevuto una serie di messaggi su WhatsApp partiti da una sim spagnola: «Questo è materiale pesante, è nelle mani di Fabrizio. Se non collabori va online». Raoul Bova ha scelto di non cedere e ha denunciato tutto alle autorità. Pochi giorni dopo, gli audio sono comparsi online attraverso i canali di Corona, aprendo la strada a un’inchiesta per tentata estorsione.
Le indagini hanno portato la polizia postale a eseguire perquisizioni nei confronti dello stesso Corona, di Martina Ceretti e del pr milanese Federico Monzino, amico della modella che avrebbe trasmesso gli audio a Corona. Nessuno dei tre, al momento, risulta formalmente indagato. Gli inquirenti non escludono che Bova possa non essere l’unica vittima e che dietro la vicenda ci sia un sistema più ampio finalizzato a ricattare personaggi noti attraverso la diffusione di contenuti privati.
Parallelamente alle azioni legali, i legali dell’attore hanno tentato di arginare le conseguenze mediatiche del caso. L’avvocata Michela Carlo, dello studio Bernardini De Pace, ha depositato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy due marchi legati a una delle frasi contenute negli audio: “Occhi spaccanti” e “Buongiorno essere speciale, dal sorriso meraviglioso e dagli occhi spaccanti”. Una scelta pensata per proteggere l’immagine del cliente e impedirne lo sfruttamento a fini commerciali.
Sebbene la rimozione degli audio da YouTube rappresenti un primo traguardo, il materiale continua a circolare su altri social. Le autorità sono ora al lavoro per oscurarlo completamente e per fare chiarezza sulle responsabilità penali dei protagonisti coinvolti.
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