Bari & Puglia cronaca

Regionali, Puglia al bivio: Decaro tentenna, il Pd pensa a Vendola

Se Antonio Decaro rinunciasse alla corsa, il centrosinistra potrebbe puntare su Nichi Vendola. Nel Pd cresce il dibattito, mentre Emiliano resta sullo sfondo.

Il nodo dei veti e la posizione di Avs

La partita per le prossime elezioni regionali in Puglia si gioca su un equilibrio sempre più fragile. Alleanza Verdi e Sinistra, attraverso il coordinatore di Europa Verde Riccardo Rossi, ha fatto sapere di essere pronta a partecipare al tavolo della coalizione, ma con una condizione precisa: il Pd deve chiarire se il veto su Nichi Vendola resta o viene superato. «Vendola rappresenta temi condivisibili, dal contrasto al trasformismo ai temi ambientali. Ci aspettiamo che il confronto si basi sul programma e non su veti personali», ha affermato Rossi.
Il nome dell’ex governatore torna così al centro del dibattito, nonostante la contrarietà manifestata in più occasioni da una parte del Partito Democratico e dai 5 Stelle, che hanno sostenuto la candidatura di Antonio Decaro come simbolo di rinnovamento. Ma lo stallo politico e i veti incrociati hanno riaperto lo scenario di un clamoroso ritorno.

L’ipotesi Vendola e la strategia del Pd

Se Decaro dovesse rinunciare, l’opzione Vendola diventerebbe concreta. Il Nazareno, pur continuando a indicare l’europarlamentare come prima scelta, non ha mai archiviato definitivamente l’ipotesi. Il problema è che qualsiasi figura alternativa in quota dem rischierebbe di apparire come un’imposizione di Michele Emiliano, compromettendo la credibilità del centrosinistra. Diversa sarebbe la posizione di Vendola, che negli anni non ha esitato a criticare lo stesso Emiliano, e che quindi potrebbe essere presentato come una candidatura autonoma, non controllata dall’attuale presidente uscente.
Per Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, leader di Avs, questa soluzione sarebbe una risposta al malcontento per gli accordi stretti in altre regioni, come in Campania, dove la scelta dei candidati è stata appannaggio del binomio Pd-M5S. Tuttavia, un ritorno in campo di Vendola richiederebbe un compromesso difficile: la disponibilità ad accettare Emiliano come consigliere regionale e, soprattutto, il via libera del Movimento 5 Stelle, che più volte ha chiesto discontinuità rispetto al passato.

Emiliano, il conflitto con Decaro e il ruolo di Schlein

Intanto, Michele Emiliano non sembra intenzionato a fare passi indietro. Secondo i suoi fedelissimi, avrebbe stretto un accordo con Decaro già a maggio, salvo poi decidere di candidarsi personalmente, creando un conflitto che rischia di spaccare il centrosinistra. L’ex sindaco di Bari accusa Emiliano di voler mantenere il controllo della maggioranza regionale anche dopo la fine del suo mandato, mentre lo stesso Emiliano assicura di essere pronto a sancire un «patto di pace» con Vendola, pur di restare nella partita.
Il quadro resta quindi incerto. Molti dirigenti del Pd pugliese chiedono un intervento della segretaria nazionale Elly Schlein, convinti che solo una decisione netta da Roma possa risolvere la crisi. «Se siamo riusciti a chiudere la partita in Campania, molto più complessa, possiamo farlo anche in Puglia», fanno sapere fonti del Nazareno. Intanto cresce la pressione anche da figure di spicco del partito, come l’europarlamentare Dario Nardella, che invoca «una certa dose di discontinuità» e invita a non trascinare ancora a lungo l’impasse.
Nel frattempo, Decaro continua i suoi tour di presentazione del libro, accolto da bagni di folla in città come Taranto, Monopoli e Trani, ma non scioglie la riserva sulla candidatura. Tutto resta sospeso in attesa della mossa finale: se rinunciasse, il centrosinistra si troverebbe costretto a scegliere tra il rischio di una frattura definitiva e la scommessa di un clamoroso ritorno in campo di Nichi Vendola.

Published by
Lorenzo Costantino

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