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Piccolo Tommy Onofri, il rapitore Raimondi scarcerato, la madre “Noi condannati per sempre”

Dopo 20 anni di carcere, Raimondi torna in libertà. La madre del piccolo Tommaso Onofri rompe il silenzio: “Noi condannati per sempre, nessun perdono”.

Raimondi fuori dal carcere

È tornato in libertà Salvatore Raimondi, uno dei protagonisti del sequestro del piccolo Tommaso Onofri, il bambino di un anno e mezzo rapito la sera del 2 marzo 2006 dalla sua abitazione di Casalbaroncolo, alle porte di Parma. Raimondi ha scontato fino all’ultimo giorno la pena di 20 anni inflittagli in rito abbreviato per il suo ruolo nel rapimento. A differenza di Mario Alessi e Antonella Conserva, non era stato condannato per l’omicidio del bambino. Uscito dal carcere di Forlì, aveva già concluso la pena principale nel 2022, ma era rimasto detenuto per una condanna successiva a tre anni e mezzo per estorsione. Negli ultimi anni aveva beneficiato della semilibertà, lavorando come operaio e rientrando la sera in cella. Durante la detenzione si era anche sposato con una detenuta ancora reclusa. «È passato dalla semilibertà alla libertà. Durante la pena, per sua scelta, non ha mai voluto richiedere permessi premio», ha spiegato il suo avvocato Marco Gramiacci.

Il sequestro e il delitto

La sera del 2 marzo 2006 fu Raimondi a sollevare dal seggiolone il piccolo Tommy, lasciando la sua impronta sul nastro adesivo con cui furono immobilizzati i genitori. Fu il primo, un mese dopo, a confessare agli inquirenti il piano criminale organizzato insieme a Mario Alessi, con la complicità della compagna Antonella Conserva. Nella sua versione, fu Alessi a colpire il bambino con una vanghetta e a soffocarlo in via del Traglione, quando lui si era già allontanato. Il corpo venne ritrovato il 1° aprile 2006 sull’argine del torrente Enza. Secondo i giudici, l’omicidio fu deciso per «eliminare un ostacolo» al progetto di estorcere denaro alla famiglia. Le sentenze tracciarono ruoli diversi: ergastolo per Alessi, 24 anni per Conserva, 20 anni per Raimondi, ritenuto non coinvolto nella decisione di sopprimere il bambino.

La voce della madre

La scarcerazione di Raimondi ha inevitabilmente riaperto ferite mai rimarginate per la famiglia Onofri. «Prima o poi me l’aspettavo, visto che era già in semilibertà. Che si goda la sua vita, noi invece siamo condannati per sempre», ha dichiarato Paola Pellinghelli, madre di Tommaso. «A nessuno dei tre auguro del male: se sono credenti, faranno i conti con Dio. Ma non voglio sentire parlare di perdono. Per me sono tutti e tre sullo stesso piano. Non perché ha aiutato la giustizia è diverso dagli altri, meno responsabile».

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Published by
Claudia De Napoli

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