Italia & Dintorni

Lago di Como, turista muore per salvare i figli: corpo recuperato a 220 metri di profondità

Il turista tedesco di origini italiane, scomparso lunedì nel lago di Como dopo aver salvato i figli, è stato ritrovato a oltre 220 metri di profondità.

La gita in barca trasformata in dramma

Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda di Sergio Corsano, turista tedesco di origini italiane, annegato nelle acque del lago di Como a largo di Dongo. Lunedì pomeriggio, l’uomo si era tuffato per soccorrere i figli finiti in acqua durante una gita in barca organizzata insieme alla moglie Nathalie. La famiglia aveva noleggiato l’imbarcazione a Dorio (Lecco) per trascorrere una giornata di svago, ma il moto ondoso ha fatto cadere in acqua i due ragazzi. Corsano si è gettato immediatamente, riuscendo a metterli in salvo. Subito dopo, però, è stato trascinato dalla corrente senza riuscire più a riemergere.

Il ritrovamento grazie al Rov dei Vigili del Fuoco

Dopo giorni di ricerche incessanti, il corpo di Corsano è stato individuato nel pomeriggio di giovedì grazie al Rov, il sommergibile a controllo remoto dei Vigili del Fuoco. L’uomo è stato localizzato alle ore 17:25, adagiato su un fondale di circa 220 metri di profondità. Una volta recuperato, il corpo è stato trasportato a bordo dell’unità operativa dei pompieri e restituito alla famiglia.

Le ricerche senza sosta sul lago

Le operazioni di ricerca, coordinate dalla Guardia costiera, sono proseguite giorno e notte, nonostante il maltempo che nelle ultime ore aveva reso le condizioni particolarmente difficili. Sul posto sono stati impiegati mezzi navali di Guardia costiera, Vigili del Fuoco, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, oltre al supporto degli elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Marina Militare. Un imponente dispiegamento di forze che, purtroppo, non ha potuto evitare il tragico epilogo ma ha permesso almeno di restituire la salma ai familiari.

Published by
Emanuele Larocca

This website uses cookies.