Nel centrosinistra esplode il nodo della leadership: Schlein non appare come candidata premier ideale, mentre avanza l’ipotesi di primarie con Conte favorito al Sud.
La questione della leadership del centrosinistra torna prepotentemente al centro del dibattito politico. Chi guiderà la coalizione alternativa al centrodestra alle prossime elezioni? Una domanda che agita il campo largo e che, secondo molti dirigenti, non ha ancora una risposta chiara.
L’ex direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, oggi alla guida dell’associazione Più Uno, ha rilanciato l’ipotesi di primarie di coalizione per scegliere il candidato premier. «Non basta vincere, bisogna anche saper governare», ha dichiarato a La Stampa, con parole che hanno trovato eco nelle riflessioni di Romano Prodi, da tempo critico sull’attuale assetto dell’opposizione.
Molti esponenti del Partito democratico riconoscono a Elly Schlein il merito di aver rivitalizzato il partito e attratto nuove energie, soprattutto tra i giovani, ma dubitano che possa essere la candidata giusta per Palazzo Chigi. Anche figure storiche come Dario Franceschini avrebbero espresso perplessità: «Bravissima come segretaria, ma non da premier», è il giudizio che circola.
A pesare sarebbero le sue posizioni considerate troppo radicali in politica estera ed economica, oltre alla difficoltà a dialogare con il mondo moderato e imprenditoriale. Paradossalmente, uno dei più convinti sostenitori della sua candidatura è Matteo Renzi, che però potrebbe cambiare idea e candidarsi in prima persona qualora venissero convocate le primarie.
In questo scenario resta centrale la figura di Giuseppe Conte, deciso a non rinunciare alle proprie ambizioni. Forte di un consenso che va oltre i confini del Movimento 5 Stelle, l’ex premier potrebbe sbaragliare Schlein soprattutto al Sud, grazie alla popolarità legata al reddito di cittadinanza e alla gestione della pandemia. Un’eventuale candidatura di Conte alle primarie preoccupa non poco i democratici, che temono di vederlo prevalere anche tra i propri elettori.
Un’altra strada potrebbe essere quella di convergere su un nome terzo, esterno ai partiti ma gradito a tutti. In questo quadro, il più accreditato è Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli, stimato per la sua capacità di dialogo trasversale e per i rapporti con i principali leader della coalizione.
Per il centrosinistra il tempo delle scelte si avvicina: la leadership non è affatto scontata e le primarie potrebbero diventare l’unico terreno per decidere chi sfiderà la premier Giorgia Meloni alle prossime Politiche.
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