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Renzi difende la Meloni e attacca Bayrou: «La legge sulle misure fiscali porta la mia firma, la Francia impari a distinguere amici e nemici»

L’ex premier interviene sullo scontro fiscale tra Italia e Francia, rivendicando misure del 2016 e schierandosi, a sorpresa, accanto al governo Meloni.

La replica di Matteo Renzi

«Quelle che Bayrou chiama politiche di dumping fiscale sono scelte fatte dal mio Governo nel 2016. Il mio amico François evidentemente non è informato. Il dumping non lo fa l’Italia. Il Governo francese impari a riconoscere gli alleati dai nemici». Con queste parole, l’ex premier e leader di Italia Viva Matteo Renzi è intervenuto nella polemica che negli ultimi giorni ha acceso i rapporti tra Italia e Francia. Un’uscita sorprendente, considerato che l’ex presidente del Consiglio ha finito per sostenere, seppur indirettamente, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, rivendicando come proprie alcune delle misure contestate da Parigi.
Il riferimento è alle norme introdotte durante il suo mandato, che secondo l’ex premier avevano l’obiettivo di rendere l’Italia più competitiva sul piano fiscale, senza trasformarla in un paradiso per evasori o speculatori.

Le accuse del premier francese

Il caso è esploso quando il primo ministro francese François Bayrou, a pochi giorni dal voto di fiducia sul suo governo, ha puntato il dito contro l’Italia parlando apertamente di «politica di dumping fiscale». Intervenendo con i giornalisti in un punto stampa, Bayrou ha sottolineato come il fenomeno del cosiddetto «nomadismo fiscale» stia penalizzando la Francia, sostenendo che i capitali destinati a investitori esteri non andrebbero a sostenere l’economia nazionale.
«In Giappone il debito è detenuto al 99% dai giapponesi», ha osservato Bayrou, spiegando che l’Italia sarebbe divenuta una meta attrattiva per i più facoltosi perché «ormai c’è una specie di nomadismo fiscale e ci si trasferisce dove conviene di più». Dichiarazioni che hanno immediatamente suscitato la reazione di Palazzo Chigi, che ha bollato come «infondate» le affermazioni del premier francese.

La posizione dell’Italia

In una nota ufficiale, il governo italiano ha replicato con fermezza, respingendo le accuse e ribaltando l’argomento: «L’Italia è piuttosto, da molti anni, penalizzata dai cosiddetti paradisi fiscali europei». Una presa di posizione che ha voluto rimarcare come il Paese non stia cercando scorciatoie fiscali, ma stia lavorando per attrarre investimenti in modo trasparente e strutturato.
«L’economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione», ha ribadito Palazzo Chigi, rivendicando i progressi ottenuti negli ultimi mesi. Le parole di Renzi, che ha richiamato le sue stesse decisioni di governo, hanno ulteriormente alimentato il dibattito, aggiungendo un tassello inatteso a una vicenda che rischia di condizionare i rapporti bilaterali tra Roma e Parigi.

Published by
Claudia De Napoli

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