Morto a 73 anni Graham Greene, celebre per il ruolo di Uccello Scalciante accanto a Kevin Costner. Fu candidato all’Oscar per quella straordinaria interpretazione.
Si è spento il primo settembre in un ospedale di Stratford, in Ontario, l’attore Graham Greene, volto indimenticabile di “Balla coi lupi”. Aveva 73 anni ed era malato da tempo. Accanto a lui la moglie, l’attrice Hilary Blackmore, con cui aveva condiviso una vita lontana dai riflettori, segnata da discrezione e da un forte legame con le proprie radici. La notizia della sua morte è stata diffusa dai suoi agenti, che lo hanno descritto come “un uomo di grandi principi, integrità e profonda umanità”. La sua agente, in un messaggio struggente, ha aggiunto: “Sei finalmente libero, Susan Smith ti aspetta alle porte del paradiso”.
Il mondo del cinema lo ricorda come “il gigante gentile del cinema indigeno”, un artista che ha saputo incarnare la dignità e la forza dei popoli nativi sul grande schermo.
La consacrazione internazionale arrivò nel 1990 con “Balla coi lupi”, il kolossal diretto e interpretato da Kevin Costner, che volle personalmente Greene nel ruolo di Uccello Scalciante (Kicking Bird). Il personaggio del saggio e paziente nativo americano gli valse la nomination all’Oscar come miglior attore non protagonista, rendendolo uno dei pochi attori indigeni a ricevere tale riconoscimento.
Con quella interpretazione intensa e misurata, Graham Greene contribuì a cambiare la rappresentazione dei nativi al cinema, troppo spesso ridotti a stereotipi. Restituì voce e umanità a un popolo spesso marginalizzato, imponendosi come punto di riferimento culturale oltre che artistico.
La sua carriera, lunga oltre quarant’anni, spaziò tra cinema, teatro e televisione. Recitò in film come “Il miglio verde”, “Cuore di tuono”, “Maverick”, “I segreti di Wind River” e nella saga di “Twilight”. Sul piccolo schermo apparve in serie come “Northern Exposure”, “Longmire”, “Riverdale”, fino a titoli recenti come “Reservation Dogs”, “Echo”, “Tulsa King” e “The Last of Us”. Nel corso degli anni ottenne riconoscimenti prestigiosi: Grammy, Gemini Award, Canadian Screen Award e l’Ordine del Canada. Nel 2025 ricevette il Governor General’s Performing Arts Award, massimo premio artistico del suo Paese.
Nato nel 1952 a Ohsweken, nella riserva delle Six Nations dell’Ontario, Graham Greene ha sempre rivendicato con orgoglio la sua appartenenza mohawk. Parlava spesso della necessità di raccontare i popoli indigeni nella loro complessità, combattendo lo stereotipo del “nativo silenzioso e imperscrutabile”. Portò sullo schermo personaggi vivi, sfaccettati, capaci di emozionare spettatori di ogni cultura.
Fuori dal set conduceva una vita semplice. Amava la natura, i suoi gatti e il tempo dedicato a costruire una barca vicino alla casa che condivideva con la moglie nei dintorni di Toronto. Chi lo conosceva lo descriveva come un uomo riservato, ironico, capace di grande disciplina e lontano da ogni forma di vanità.
Il suo ultimo lavoro, il thriller “Ice Fall”, uscirà postumo. Sarà l’ultimo capitolo di una carriera costruita con coerenza, profondità e rispetto, lasciando in eredità al cinema mondiale un esempio raro di autenticità.
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