Avs conferma la candidatura di Nichi Vendola alle Regionali pugliesi 2025. Antonio Decaro ribadisce le sue perplessità: “Con un ex presidente in Consiglio non mi sentirei libero”.
Nel centrosinistra pugliese la situazione resta tesa nonostante il passo indietro di Michele Emiliano, che aveva già ottenuto da Antonio Decaro la garanzia di un posto in Giunta in caso di vittoria e dal Partito Democratico una candidatura alle Politiche. Al centro del dibattito ora c’è la figura di Nichi Vendola. Durante la festa dell’Alleanza Verdi e Sinistra, i leader Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli hanno ufficializzato la candidatura dell’ex presidente della Regione. «Trovo incomprensibile e impraticabile che la candidatura alla presidenza passi per il ritiro della candidatura di Nichi. Non c’è nessuna ragione. Per questo scegliamo di candidarlo», ha dichiarato Fratoianni davanti a Elly Schlein, Giuseppe Conte e Bonelli. «La storia di Decaro è la nostra storia, ed è anche la storia di Vendola. I nostri candidati sono i tuoi migliori alleati», ha aggiunto l’esponente di Sinistra Italiana. Sulla stessa linea Bonelli: «Siamo testardi a difendere i nostri dirigenti. Decaro ci faccia uscire da questa situazione: la Puglia deve servire a costruire un’alternativa alla destra».
Nei giorni scorsi era stato lo stesso Vendola a ribadire la posizione di Avs, invitando Decaro a occuparsi delle scelte del suo partito e a non interferire in quelle altrui. L’ex presidente, già leader di Sinistra Ecologia e Libertà, ha chiarito che non intende ritirare la sua candidatura, considerata un segnale di continuità e di presenza politica. Una linea che conferma il muro contro muro all’interno della coalizione progressista pugliese, mentre si avvicina la scadenza elettorale di novembre.
Non si è fatta attendere la risposta di Antonio Decaro, che ha ringraziato i vertici di Avs per le parole di stima ma ha ribadito le sue condizioni: «Preciso che non è mia intenzione limitare il diritto costituzionale di ciascuno di candidarsi nel ruolo politico che ritiene più utile. Ma nessuno può negarmi il diritto di esprimere quali dovrebbero essere le condizioni per affrontare un lavoro così impegnativo per la Puglia». L’ex sindaco di Bari ha aggiunto: «Sono mesi che dico che con gli ex presidenti della Regione seduti in Consiglio regionale io non mi sentirei libero di lavorare in modo sereno. Non è una questione di veti, soprattutto verso persone con cui ho rapporti di stima e affetto. Per non creare problemi alla coalizione, fin dall’inizio ho detto che non sono né indispensabile né insostituibile. Se sbaglio, me ne assumo la responsabilità, ma non posso cominciare questa avventura senza essere chiaro con i pugliesi».
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