Il leader di Democrazia Sovrana Popolare attacca duramente il sindaco di Roma: “Facile fare i generosi con le case degli altri. Questa sinistra deve scomparire”.
L’iniziativa del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che ha invitato i cittadini a ospitare gratuitamente migranti nelle proprie abitazioni, scatena polemiche e accende lo scontro politico. Tra le voci più critiche quella di Marco Rizzo, coordinatore nazionale di Democrazia Sovrana Popolare, che accusa il primo cittadino dem di ipocrisia: «Siamo di fronte a proposte stupefacenti e surreali. Voglio vedere l’elenco: Gualtieri, Gassman, Cirinnà, Boldrini, Fratoianni… vediamo se loro ne ospitano uno. Scommetto di no. È facile fare i generosi con le case e i soldi degli altri. È l’ipocrisia totale». Rizzo ha ricordato un episodio avvenuto in Spagna: «Una politica di sinistra accolse una marocchina, dopo una settimana fu maltrattata e cacciata di casa. Ecco il loro modello di accoglienza».
Il leader di Democrazia Sovrana Popolare punta il dito contro quella che definisce una “sinistra geneticamente mutata”, accusandola di obbedire al “sistema globalista”: «Le multinazionali vogliono un esercito industriale di riserva, disperati pronti a lavorare per meno e a distruggere diritti e salari degli italiani». Sul tema dell’islamismo, Rizzo dice: «Non ho pregiudizi religiosi, ma mi indigna l’ipocrisia. L’Occidente ha devastato i Paesi islamici in nome della democrazia, e ora qui arrivano persone che pretendono zone franche. Se governassi io, sarei cento volte più duro della Meloni: chi viene in Italia deve rispettare tradizioni, cultura e regole». Poi l’affondo contro Pd e AVS, dopo la loro partecipazione al corteo per il centro sociale Leoncavallo a Milano: «È solo marketing politico per raccattare voti. Negli anni ’70 i centri sociali erano palestre proletarie, oggi sono un’altra cosa. Da Enrico Berlinguer siamo passati a Elly Schlein sul carro del Gay Pride. Questa sinistra è bene che scompaia».
Rizzo annuncia la mobilitazione di fine mese: «Il 26 settembre scenderemo in piazza a Roma per “Via Ursula”, senza simboli di partito ma solo bandiere italiane. L’obiettivo è mandare a casa la von der Leyen e uscire dall’Ue, questa gabbia antidemocratica». Non mancano gli attacchi al sistema mediatico e alla Rai, accusata di censurarlo: «Sono un apparato di propaganda. Io arrivo a milioni di persone coi social, molto più che in tv». Infine, il richiamo al suo ultimo libro Una biografia di periferia: «Racconto la mia vita e il tradimento della sinistra. Il patriottismo non è nazionalismo, è difesa della dignità del popolo. È un invito a restituire protagonismo agli italiani».
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