La giovane torinese è deceduta alle Molinette nove giorni dopo l’incidente in moto. I familiari chiedono giustizia, emergono interrogativi sulla gestione chirurgica.
Il 30 maggio scorso Giorgia Marino, 25 anni, è rimasta vittima di un drammatico incidente a Torino, in piazza Cattaneo, zona Mirafiori. La giovane era in sella alla sua moto quando una Opel, che avrebbe dovuto dare la precedenza per svoltare a sinistra, l’ha colpita violentemente, proiettandola contro alcune auto in sosta. Le conseguenze sono state devastanti: frattura del bacino, lesioni alle costole, alle ginocchia e alle scapole, una perforazione al polmone, la lacerazione della milza e danni ai reni.
Trasportata d’urgenza al Cto, i medici hanno eseguito subito un intervento per ricucire le lesioni polmonari e, successivamente, l’asportazione della milza. Nei giorni seguenti le sue condizioni si sono aggravate a causa di un’insufficienza renale, rendendo ancora più complesso il quadro clinico. Nonostante ciò, i chirurghi hanno deciso di procedere anche con l’intervento di stabilizzazione del bacino.
La morte di Giorgia Marino, avvenuta dopo nove giorni di ricovero, ha spinto la magistratura ad aprire un’indagine. La perizia affidata al medico legale Roberto Testi ha chiarito che la causa del decesso è stata una condizione di insufficienza multi-organo seguita a un arresto cardiaco prolungato nel post-operatorio. Il collasso si è verificato subito dopo l’intervento di sintesi ortopedica al bacino, mentre la giovane veniva trasferita verso la rianimazione.
La relazione del consulente ha evidenziato possibili criticità nella gestione chirurgica, suggerendo che sarebbe stato opportuno valutare meglio i tempi dell’operazione ortopedica, avvenuta a breve distanza da un delicato intervento toraco-addominale già eseguito in urgenza. La sequenza ravvicinata di interventi, secondo la perizia, potrebbe aver inciso sulla resistenza fisica della paziente.
Il pubblico ministero Valerio Longi ha iscritto nel registro degli indagati due persone: un uomo di 70 anni e il proprietario di un’auto in sosta vietata, un 38enne della provincia di Torino. Entrambi devono rispondere di omicidio colposo e cooperazione colposa, poiché le dinamiche del sinistro sarebbero state condizionate anche dalla presenza dell’auto parcheggiata irregolarmente.
La famiglia della vittima ha sollevato ulteriori perplessità: sostiene che non sia stato firmato alcun consenso informato prima dell’ultima operazione e che sottoporre Giorgia a tre interventi in tempi così ristretti sia stato un errore. Testimoni presenti sul luogo dell’incidente hanno inoltre riferito che la ragazza, subito dopo l’impatto, era cosciente e gridava per il dolore fino all’arrivo dei soccorsi.
Ora i familiari chiedono chiarezza e giustizia, convinti che alcune scelte mediche abbiano contribuito a peggiorare la situazione. Le indagini proseguono per accertare eventuali responsabilità penali e stabilire se il decesso potesse essere evitato.
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