Dure parole di Marco Lisei dopo l’attacco con droni alla Global Sumud Flotilla: “Cercano visibilità, se vuoi fare aiuti umanitari lo fai in altro modo”.
Sull’attacco con droni che ha colpito la Global Sumud Flotilla, interviene il senatore di Fratelli d’Italia Marco Lisei con una dichiarazione destinata a far discutere. “Non credo alle loro posizioni, cercano continuamente visibilità. Quello che è successo è o un incidente interno o se lo sono fatti loro”, ha affermato, mettendo in dubbio la versione diffusa dagli organizzatori della missione. Un giudizio netto che ribalta la narrazione dell’accaduto, accusando i promotori dell’iniziativa di puntare più sulla propaganda che sugli aiuti reali.
Il senatore di FdI ha voluto sottolineare anche la scarsa credibilità, a suo avviso, delle operazioni della Flotilla: “Se vuoi fare aiuti umanitari fai altro”. Con queste parole Lisei ha rimarcato come, secondo lui, la missione sia stata costruita più come un’azione simbolica e mediatica che come un reale supporto umanitario. Un attacco diretto che si inserisce in un dibattito politico già acceso sulle modalità con cui vengono portati avanti i tentativi di rompere l’isolamento imposto nella Striscia di Gaza.
Le dichiarazioni di Lisei hanno inevitabilmente alimentato la polemica, in un contesto in cui la Global Flotilla da anni rappresenta un punto di tensione internazionale. L’attacco con droni, ancora al centro delle indagini, ha sollevato interrogativi sulle responsabilità e sulle dinamiche reali dell’accaduto. Ma le parole del senatore di Fratelli d’Italia riportano la questione sul terreno politico: tra chi considera la Flotilla un’azione di solidarietà e chi, come Lisei, la bolla come strumentale e costruita ad arte per ottenere visibilità.
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