Pierluigi Bersani si reinventa critico musicale con Andrea Scanzi a Reggio Emilia: Schlein come gli Oasis, Conte tenore di grazia, Meloni “soprano a mezzo”.
Alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, Pierluigi Bersani ha sorpreso tutti trasformandosi in un cantastorie politico-musicale. In compagnia di Andrea Scanzi, l’ex segretario del Pd ha presentato ironicamente un brano dal titolo “La saliva” e una vera e propria pagella musicale per i protagonisti della politica italiana. Il risultato? Una serata più da cabaret che da comizio, che ha divertito i presenti ma sollevato anche critiche per l’assenza di contenuti politici concreti.
Sul palco Bersani ha descritto Elly Schlein come “quel rock accattivante che si fa capire, tipo gli Oasis. Ha suscitato delle energie”. Per Giuseppe Conte, invece, il giudizio è stato: “Un tenore di grazia: pungente, incisivo, con stile”. Più sbrigativo il passaggio su Matteo Renzi e Carlo Calenda: “Mi arrendo, la mia cultura musicale non ci arriva”. Per Matteo Salvini l’ex ministro ha azzardato: “Sogna di essere Bruce Springsteen, ma è Ricky Shayne”. Infine, la stoccata a Giorgia Meloni: “Non è un mezzo soprano ma un soprano a mezzo: ha voce sulla propaganda ma sui problemi è afona”.
Dietro il tono scanzonato, Bersani ha comunque lanciato un messaggio: “I miei, anche se strani, hanno senso. Gli altri fanno scena ma non combinano nulla”. Un giudizio che ha strappato applausi ai compagni in platea ma che, secondo i critici, ha confermato il limite della sinistra: intrattenere il proprio pubblico senza affrontare i veri nodi politici, dal lavoro agli equilibri interni del Pd fino ai rapporti con il centro. Un esercizio di stile, condito da battute e nostalgie, che ha fatto sorridere i militanti ma ha lasciato aperta la domanda: può la sinistra limitarsi a un “rock accattivante” senza proporre soluzioni concrete?
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