Il concerto gratuito di Claudio Baglioni divide Lampedusa: il sindaco difende i fondi statali, le associazioni denunciano sprechi e priorità mancate sull’isola.
Il 27 settembre Claudio Baglioni inaugurerà il suo ultimo tour con un grande concerto gratuito a Lampedusa, unica data senza biglietto del «Grand tour La vita è adesso». L’evento, presentato come un omaggio del cantautore romano all’isola che per dieci anni lo ha visto protagonista con il festival O’Scià, ha però generato accese polemiche. Il motivo è legato ai costi: oltre 800mila euro di spesa complessiva coperta da fondi pubblici. Una cifra che, secondo i critici, rappresenta un lusso eccessivo per un territorio che lamenta urgenze infrastrutturali e sociali.
Secondo la determina comunale del 5 agosto, l’organizzazione è stata affidata direttamente alla società Friends and Partners Spa, che detiene l’esclusiva sui concerti dell’artista in Italia. La somma stanziata ammonta a 646.721 euro, a cui si aggiungono Iva al 10% e circa 100mila euro destinati agli interventi sull’area del concerto, portando il totale oltre quota 800mila.
Il sindaco di Lampedusa, Filippo Mannino, ha precisato che non si tratta di soldi comunali, ma di finanziamenti statali e regionali inseriti nel progetto «L’isola, i giovani e il futuro». «Baglioni e gli altri artisti non prenderanno un euro da questo concerto – ha dichiarato –. Le risorse sono destinate alla produzione e al lavoro delle persone impegnate nell’organizzazione, con ricadute economiche dirette sull’isola».
Il concerto rappresenterà il momento clou di una tre giorni di iniziative culturali e formative, concepite come rilancio per il territorio. Tuttavia, le cifre messe in campo hanno scatenato dubbi e contestazioni. Gli oppositori sottolineano che 800mila euro avrebbero potuto essere impiegati in settori più urgenti per gli abitanti delle Pelagie, come la manutenzione delle strade, il sostegno agli studenti costretti a studiare fuori sede o la ristrutturazione della guardia medica di Linosa.
Il primo cittadino ha ribadito che i fondi sono vincolati e non avrebbero potuto essere destinati ad altri capitoli di spesa. Ma la questione non ha placato le critiche, perché per molti cittadini resta il paradosso di un concerto gratuito pagato interamente con denaro pubblico.
Tra le voci più dure c’è quella dell’associazione Obiettivo Pelagie, che ha definito «eccessiva» la cifra stanziata: «In un comune che avrebbe ben altre priorità, questo investimento appare sproporzionato», hanno affermato i rappresentanti. A unirsi al coro dei critici è stata anche Caterina Greco, ex direttrice del museo Salinas, che ha giudicato «beffarda» la definizione di concerto gratuito: «Senza biglietti di ingresso, ma al prezzo dei 711.393,44 euro già impegnati dal Comune». Le sue parole hanno alimentato il dibattito, mettendo in evidenza la distanza tra le intenzioni celebrative dell’iniziativa e la percezione dei cittadini sull’uso delle risorse.
L’evento resta confermato per il 27 settembre, con un’affluenza prevista di migliaia di persone. Resta invece aperta la frattura sull’opportunità dell’investimento: per alcuni sarà un’occasione di promozione e rilancio turistico, per altri un simbolo di spreco in un’isola che continua a fare i conti con gravi carenze strutturali.
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