Vittorio Feltri al Circolo Canottieri Aniene durante la presentazione del libro ''Com'era bello l'inizio della fine - I grandi incontri della mia vita', Roma 16 Maggio 2022. ANSA/GIUSEPPE LAMI.
Vittorio Feltri attacca la sinistra e l’Occidente, accusandoli di cedere all’islamismo radicale. “Non serve un attentato, basta una votazione per distruggerci”.
Per Vittorio Feltri, la nomina di Shabana Mahmood a ministro dell’Interno nel Regno Unito, con giuramento sul Corano e la frase «l’Islam è ciò che la guida in tutto», non è un dettaglio folkloristico, ma il segnale di una crisi profonda dell’Occidente. Secondo il giornalista, le democrazie europee si piegano con zelo “masochistico” a qualsiasi identitarismo purché non sia quello occidentale, rinnegando secoli di storia e valori.
«Abbiamo buttato nel cesso secoli di conquiste culturali, filosofiche e giuridiche», scrive Feltri, denunciando un’Europa che ha perso l’orgoglio della propria civiltà, mentre altri difendono la loro con aggressività.
Feltri accusa direttamente la sinistra postmoderna e decostruzionista, che a suo dire gioca con l’Islam “come un bambino col fuoco”. Nelle sue parole, l’area progressista giustifica pratiche integraliste come il burqa, la lapidazione e persino la jihad, etichettandole come “differenze culturali”.
«La sinistra è diventata il cavallo di Troia dell’islamismo radicale», scrive Feltri, ricordando come bandiere palestinesi sventolino nei cortei LGBT e antifascisti, mentre nei Paesi da cui provengono quegli stessi simboli gli omosessuali vengono impiccati e le donne lapidate o infibulate.
Feltri cita Michel Houellebecq: ciò che un tempo sembrava fantapolitica, oggi è realtà. L’Islam politico avanza, non per la sua forza intrinseca, ma per la debolezza di un’Europa che rinuncia ai propri principi pur di non essere accusata di razzismo.
Per Feltri, la crescita dell’estrema destra è la conseguenza diretta dell’abbandono dell’identità occidentale da parte della sinistra. «Chi semina fanatismo raccoglie radicalismo», osserva, sostenendo che la gente non vuole corsi di decolonizzazione o liturgie woke, ma chiede sicurezza, lavoro, regole e identità.
«Non è nostalgia del Ventennio, è istinto di sopravvivenza», scrive Feltri, avvertendo che l’Occidente rischia il suicidio non per mano del terrorismo, ma per mano propria: «Alla nostra civiltà, per perire, non servirà neppure un attentato. Basterà una votazione».
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