Italia & Dintorni

Vannacci non perdona: “Von der Leyen ha trasformato il sogno europeo in incubo”

Il generale leghista all’attacco dopo il discorso sullo Stato dell’Unione: “Immigrazione, economia, difesa. Von der Leyen ha fallito su tutta la linea”.

L’affondo di Vannacci contro Bruxelles

Altro che Europa unita: a Strasburgo è andata in scena l’ennesima prova di debolezza di Ursula Von der Leyen. Dopo essersi salvata a luglio da una mozione di sfiducia proposta da AfD, la presidente della Commissione è finita di nuovo nel mirino, stavolta anche dalla sinistra. Ma il colpo più duro arriva dal generale Roberto Vannacci, eurodeputato e vicesegretario della Lega, che non usa mezzi termini: «Frau Von der Leyen va sfiduciata. È un fallimento totale».
Le sue parole, raccolte da Il Foglio poche ore prima del discorso sullo Stato dell’Unione, hanno ribaltato l’aula: «Ne sono assolutamente convinto, questa presidenza è una sciagura. L’Europa sta perdendo in tutti i campi: economico, sociale e militare. Non si ferma l’immigrazione clandestina, non si proteggono i cittadini».

Il discorso sullo Stato dell’Unione nel mirino

La presidente ha parlato di “nuova Europa”, ma senza modificare la rotta. Anzi, rilanciando i pilastri delle sue politiche: Green deal, transizione forzata verso le auto elettriche, spese miliardarie per la difesa. Solo il piano “Rearm Europe” vale 800 miliardi di euro, che per Vannacci sono «soldi sottratti a sanità, infrastrutture e lavoro».
Il generale evoca scenari distopici: «Piccole auto elettriche per sostituire i modelli tradizionali, propaganda verde, censure mascherate da fact-checking… sembra più Orwell che l’Europa dei padri fondatori».

“Pd complice, critica solo di facciata”

Vannacci non risparmia neppure la sinistra italiana, che ha provato a cavalcare le critiche a Bruxelles: «Nel caso del Pd penso sia una critica di facciata, per prendere voti alle regionali. Il Pd non fa proprio testo, avendo votato tutte le leggi e i provvedimenti sul Green deal, la desertificazione industriale e la guerra a oltranza».
Alla fine, per il leghista, resta l’immagine di un’Europa stanca, burocratica, incapace di difendere i cittadini: «Se davvero nascerà il “ministero della verità” a Bruxelles, per gli europei resterà solo una scelta: piegarsi al pensiero unico o sfiduciare chi ha trasformato il sogno comunitario in un incubo».

Published by
Claudia De Napoli

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